Dalla videosorveglianza condivisa online ai ricatti via webcam
L'occhio virtuale della Rete
L'occhio virtuale della Rete
L'occhio virtuale della Rete
Sono facili da installare, costano poco e con l’avvento di Skype e delle videochiamate via Internet sono ormai diventate un accessorio hi-tech molto diffuso. Stiamo parlando delle webcam, le piccole videocamere digitali da collegare al PC, che spesso si trovano addirittura già integrate nel monitor dei computer portatili. È interessante notare che i modelli più recenti sono dotati anche di un proprio indirizzo IP e si comportano quindi come dei mini-siti web, il cui unico scopo è visualizzare quello che l'obiettivo sta inquadrando. Una funzione molto comoda, che però potrebbe nascondere qualche insidia.
Se le impostazioni di sicurezza della rete locale non sono regolate correttamente, il mini-sito della webcam è infatti visibile da chiunque via Internet e basta digitare in Google alcune particolari chiavi di ricerca per trovarne di accessibili in ogni parte del mondo. Come se non bastasse, spesso questo tipo di telecamere sono anche comandabili a distanza per puntarle in varie direzioni e regolarne lo zoom. Per distinguere quelle lasciate intenzionalmente accessibili da quelle aperte per errore si può guardare se la webcam viene trovata da Google associandola a un indirizzo IP numerico oppure a un nome di dominio: nel primo caso è probabile che sia accessibile involontariamente.
Caccia al ladro hi-tech -
Per chi fosse in vena di curiosare e nel contempo di dare una mano alla polizia, in Inghilterra qualche mese fa ha fatto il suo debutto il progetto Internet Eyes, una vera e propria caccia al ladro versione hi-tech, che ogni mese mette in palio premi fino a 1’000 sterline. Si tratta di un gioco sul web nel quale gli utenti accedono al circuito di telecamere pubbliche di videosorveglianza per individuare potenziali crimini; se il giocatore nota qualcosa di sospetto, cliccando su un apposito comando, lo segnala istantaneamente con un SMS o un’e-mail al titolare della videocamera e alle autorità, le quali valutano se si tratta effettivamente di un crimine. Per ogni segnalazione il giocatore guadagna dei punti e a fine mese chi ne ha totalizzati di più si aggiudica il premio.
Ovviamente, si sono scatenati i gruppi in difesa dei diritti civili, che condannano il gioco e le sue dinamiche, trovandolo troppo invadente per la privacy e “pericoloso”, in quanto si rischia di spacciare per criminale chi magari non lo è. Tony Morgan, uno degli ideatori del progetto, assicura però che la sua creatura è del tutto sicura e che presto ladri e affini temeranno il vigile occhio virtuale di Internet Eyes. Inoltre, proprio per una questione di tutela della privacy, gli utenti non sono a conoscenza dell’ubicazione delle videocamere di cui stanno osservando le immagini, per cui è davvero difficile capire dove si trovano e risalire all’identità delle persone riprese.
Cyber-ricatti -
Purtroppo a volte le webcam possono trasformarsi addirittura in un vile mezzo di ricatto e dietro l'abbondanza di immagini amatoriali di ragazze senza veli presenti su Internet, non c’è sempre solo la dimostrazione di una sfrenata passione giovanile per l'esibizionismo. Negli Stati Uniti è stato infatti recentemente arrestato un trentunenne che era riuscito a infettare silenziosamente i computer di oltre 200 tra donne e ragazze, alcune ancora minorenni, attivando di nascosto le telecamere incorporate nei loro computer. Non è il primo caso del genere e non sarà certo l'ultimo, per cui la guardia deve restare sempre alta.
Il criminale, una volta conquistata la fiducia delle proprie vittime presentandosi come un'amica, inviava loro un file sostenendo che fosse un video impressionante. In realtà si trattava invece di un virus in grado di catturare di nascosto immagini dei loro momenti privati o che permetteva al delinquente di prelevare dal computer le loro foto personali; il quale le usava poi come arma di ricatto, minacciando le malcapitate di pubblicarle o di mandarle a parenti e amici se non avessero accettato di esibirsi per lui davanti all'obiettivo in pose ancora più esplicite e senza veli, rendendo a quel punto il ricatto sempre più forte. Per chi non vuole correre rischi, il suggerimento (molto low-tech) è di coprire la webcam con un pezzo di nastro adesivo quando non è in uso.
Telegiornale, 09.02.2011 -
Arriva dalla Gran Bretagna un gioco web per scovare i criminali. Sfruttando il circuito di telecamere a circuito chiuso ora è possibile partecipare alla video-vigilanza di negozi e centri commerciali britannici. Si può partecipare anche dalla Svizzera.
Il Disinformatico, 14.01.2011 -
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