C'è chi specula sulla catastrofe giapponese per diffondere online truffe e bufale
A un mese dai tragici eventi che hanno colpito il Giappone, abbiamo ancora negli occhi le terribili immagini di devastazione che, esattamente come la prepotente avanzata dello tsunami, già dopo pochi minuti dalla prima scossa hanno invaso a getto continuo i nostri schermi, sia informatici che televisivi. Ancora una volta appare dunque chiaro come Internet si sia rivelato uno strumento prezioso per la divulgazione di informazioni e testimonianze dirette dei fatti. Purtroppo però c'è anche chi specula sulle paure e le ansie diffuse, trasformando la Rete in un veicolo per i tentativi di truffa e d'inganno basati su questa catastrofe.
Video scioccanti come esca -
I criminali informatici non perdono infatti occasione di sfruttare le notizie drammatiche come esca per le proprie trappole. Occorre quindi diffidare delle e-mail che parlano di presunti video scioccanti provenienti dal Giappone - ad esempio di una balena scagliata dentro un edificio dallo tsunami - ma che in realtà contengono invece link a pagine web infettanti. Queste pagine sono inoltre in grado di far cliccare inconsapevolmente "Mi piace" sul video, facendolo così comparire nella bacheca Facebook dell’utente, che lo diffonde ulteriormente. Invece di rincorrere per il web video sensazionalistici e spesso anche un po’ morbosi, è consigliabile resistete alla tentazione di queste esche e consultare i siti delle testate giornalistiche.
Notizie senza fondamento -
Oltre ai video-esca concepiti per infettare i computer o le pagine Facebook sfruttando l'emotività legata alle notizie del disastro giapponese, il passaparola della Rete fa circolare anche allarmi e notizie senza fondamento. Ad esempio, in un video dello tsunami presente su YouTube si segnala un avvistamento ufologico, quando basterebbe guardare il filmato originale, di qualità migliore, per scoprire che in realtà si tratta semplicemente dell’ombra di un elicottero. La BBC ha inoltre dovuto smentire un SMS di istruzioni contro le radiazioni nucleari che le era stato attribuito e che nelle Filippine avrebbe addirittura causato panico in alcune scuole e un'impennata nelle vendite di un prodotto farmaceutico consigliato dalle istruzioni fasulle.
La mappa taroccata -
Ancora più inquietante e altrettanto fasulla è la mappa della diffusione della radioattività fino alle coste del continente americano che gira per il web allegata a numerosi messaggi e presentata da alcuni siti catastrofisti, asserendo che entro dieci giorni dalla disgrazia la costa occidentale degli Stati Uniti e del Canada sarebbe stata colpita da dosi letali di radiazioni provenienti dalla centrale nucleare di Fukushima danneggiata dal sisma e dallo tsunami. Per risultare più autorevole, la mappa include il logo dell'Australian Radiation Services, società australiana di monitoraggio delle radiazioni, la quale ha però smentito qualunque coinvolgimento, asserendo che si tratta di un falso fabbricato da ignoti.
Sisma pilotato? -
Una delle dicerie più estreme circolanti in Rete a proposito del terremoto giapponese dell'11 marzo scorso e dei sismi in generale riguarda un loro presunto legame con le attività di HAARP, un’installazione scientifica situata in Alaska che studia gli effetti delle onde radio sull'alta atmosfera. Secondo le teorie di alcuni siti dedicati al culto delle catastrofi e diversi allarmi comparsi recentemente su Facebook, il sisma sarebbe infatti stato causato volontariamente dai militari statunitensi, per motivi che a dire il vero continuano a sfuggirci, usando appunto questa installazione.
Energie non paragonabili -
Secondo i dati scientifici tuttavia, le quantità di energia emesse da HAARP - circa 3,6 megawatt, pari a poco più di alcune stazioni radio in onde lunghe - non sono nemmeno lontanamente paragonabili a quelle di un terremoto come quello avvenuto in Giappone (grado 9 sulla scala Richter), che ha un'energia equivalente alla detonazione di 475 milioni di tonnellate di tritolo. Pensare che si possa scatenare con un trasmettitore radio una catastrofe paragonabile all'esplosione simultanea di venticinquemila bombe atomiche come quelle sganciate su Hiroshima e Nagasaki pare perlomeno poco probabile.
La mappa fasulla che illustra la ricaduta radioattiva della tragedia di Fukushima, in realtà si tratta di un falso creato da ignoti
Il Disinformatico, 18.03.2011 -
Rete Tre