Introduzione a HTML 5
YouTube, 21.09.2009 -
Capitolo sulla gestione dei video a partire da 20'53"
Firefox 3.6 supporta il nuovo standard, ma non il codec proprietario H.264
Dopo essersi fatto attendere diversi mesi, Firefox, uno dei più usati browser alternativi a Internet Explorer, ha da poco pubblicato la nuova versione 3.6, che grazie a molte nuove migliorie e ottimizzazioni risulta ancora più veloce e reattivo. Tra le novità più interessanti - oltre al completamento automatico dei moduli, una visualizzazione delle pagine più rapida e le skin per personalizzare l'aspetto dell’interfaccia - troviamo il supporto al nascente standard HTML 5, che dovrebbe rappresentare il futuro di Internet, permettendo tra l’altro di includere video direttamente nei siti web.
YouTube a dieta -
I rallentamenti del browser quando si guardano filmati online, specialmente su sistemi Mac e Linux, sono in gran parte dovuti a Flash, la tecnologia utilizzata finora per visualizzare i video in streaming sul web. C’è quindi molta aspettativa per HTML 5, che introduce la possibilità di includere video, riproducibili anche a pieno schermo, nelle pagine senza dover ricorrere a player esterni. Il portale di videosharing Youtube ha infatti già avviato i primi test per l’utilizzo del nuovo standard, al momento tuttavia accessibili solamente con Safari o Chrome, in quanto gli sviluppatori di Firefox, per ragioni etiche e di licenza, hanno deciso di non supportare il codec proprietario H.264 utilizzato in questa sperimentazione.
Questione di leggerezza -
Va comunque sottolineato che HTML 5 è soltanto un linguaggio per descrivere la struttura dei siti e, nonostante la presenza di un tag per l’inserimento dei video, le prestazioni in fase di riproduzione derivano dalla combinazione di codec, contenitore e player. Non c'è dunque un nesso causale tra la possibilità di integrare un filmato direttamente nel codice e la "leggerezza" delle varie implementazioni ed è un po' semplicistico sostenere che HTML 5 è meglio di Flash; al massimo si può affermare che la tecnologia di riproduzione dei browser che supportano il nuovo standard è più evoluta rispetto a quella del player di Adobe, soprattutto quando avverrà una totale standardizzazione dei formati video supportati.
La guerra dei codec -
Protagonisti della battaglia per la conquista dell'ormai noto tag video di HTML 5, che al momento è orfano di uno standard comune per la decodifica dei contenuti multimediali in streaming, sono i codec H.264 e Ogg Theora. Il primo, utilizzato per la compressione dei flussi video ad alto bitrate, ha lo svantaggio non da poco di non essere gratuito; per la sua implementazione in ambito commerciale occorre infatti pagare una cifra, variamente dimensionata, per i costi di licenza. Il secondo contendente, supportato da Firefox e Opera, è un codec open source con l'ambizioso obiettivo di porsi come sostituto di tutti i sistemi sin qui utilizzati per processare i contenuti multimediali.
Il peso di Google -
La disputa tecnologica tra sostenitori di H.264 e Ogg Theora non è probabilmente destinata a placarsi in breve tempo e alla lunga a subirne gli effetti negativi potrebbero essere i consumatori. Considerando la centralità di YouTube nel mercato dei contenuti multimediali, il parere di Google - che sembra preferire H.264, ritenendolo superiore, e vorrebbe trasformarlo nel nuovo paradigma del video streaming - sarà quindi particolarmente importante. Tuttavia, fin quando esisterà la necessità di pagare per usarlo, questo codec dovrà scontrarsi con il mancato supporto di Opera e Firefox, con il rischio di trasformarsi in un ostacolo al lancio di HTML 5 come la soluzione definitiva per l’offerta di contenuti avanzati sul web.
YouTube, 21.09.2009 -
Capitolo sulla gestione dei video a partire da 20'53"
Il Disinformatico, 22.01.2010 -
Rete Tre