Configurare le nuove impostazioni della privacy su Facebook
YouTube, 21.12.2009 -
Il social network semplifica le regole, ma a scapito della riservatezza degli utenti
Qualche settimana fa i 350 milioni di utenti di Facebook si sono imbattuti in un messaggio che li avvisava che il popolare social network stava effettuando delle modifiche per dare loro maggior controllo sulla diffusione delle proprie informazioni personali. Configurando la privacy secondo i nuovi criteri, le impostazioni vengono quindi semplificate: spariscono i "network regionali" e restano quattro opzioni di base per la visibilità dei contenuti, che possono essere accessibili solo agli amici, agli amici degli amici, a tutti o a chi soddisfa un certo criterio. È inoltre possibile decidere facilmente, tramite un menu, che ogni singolo elemento pubblicato sia visibile soltanto a una ristretta cerchia di persone.
Qualche perplessità -
Le novità di Facebook in materia di tutela dei dati personali tuttavia non convincono proprio tutti. A fronte di una buona idea di base, c’è infatti un'applicazione che non risolve i problemi legati alla privacy e, anzi, spingerebbe gli utenti a diffondere le proprie informazioni riservate in maniera sempre più disinibita, anche con chi non conoscono. In particolare Electronic Frontier Foundation (EFF), l'associazione che si batte in difesa dei diritti digitali, ha espresso le proprie perplessità riguardo le nuove misure adottate e ha compilato un rapporto in cui indica i pregi e, sopratutto, le pecche degli ultimi cambiamenti apportati al social network più popolare della Rete.
Tutto visibile di default -
Se da una parte è stata ben accolta la volontà di rendere più semplice la personalizzazione dei vari livelli di privacy, dall’altra non è sempre facile capire cosa è pubblico e cosa non lo è e, cosa ancora più importante, le impostazioni predefinite fanno diventare visibile a tutti ogni contenuto, anche se in precedenza erano attive delle limitazioni. Il consiglio è quindi di non accettare i valori suggeriti, ma di selezionare manualmente il livello di privacy desiderato. Inoltre il nome, l'immagine del profilo, il sesso, la città attuale, la lista di amici e le pagine di cui si è fan sono diventate "informazioni pubblicamente disponibili" alle applicazioni, che hanno quindi molto più accesso di prima ai dati degli utenti.
Il re è nudo! -
A meno che abbia improvvisamente deciso di mettere in piazza la propria vita privata, a quanto pare anche Mark Zuckerberg, il boss di Facebook, è stato colto di sorpresa dalle nuove, contestate impostazioni di privacy della sua stessa azienda. Ben 290 delle sue foto personali e vari altri dati che prima erano privati sono infatti diventati pubblici. Dal canto suo Zuckerberg ha subito aggiornato il proprio status per chiarire che la maggior trasparenza è stata intenzionale, salvo poi far sparire le fotografie qualche tempo dopo. Se neanche il fondatore di Facebook è in grado di gestire le nuove impostazioni, che avrebbero dovuto rendere tutto più semplice, c’è da chiedersi quale simpatico disastro potranno combinare gli utenti.
Follow the money -
Facebook, insomma, spinge gli utenti a condividere pubblicamente sempre più informazioni e la ragione è semplice: i soldi. I social network infatti non sono enti di beneficenza, e se i contenuti sono accessibili soltanto a gruppi ristretti di utenti non sono indicizzabili dai motori di ricerca e quindi non sono monetizzabili. Il problema è che condividendo tutto con tutti si consente l'accesso a chiunque ai propri dati, con i relativi problemi di tutela della privacy: tutto questo Facebook non lo nasconde, ma lo esplicita in una riga di testo scritta in piccolo; come nella migliore tradizione dei contratti. Attenzione, quindi, alle nuove regole, per evitare imbarazzi rendendo pubblico quello che pensavate fosse privato.
YouTube, 21.12.2009 -
Il Disinformatico, 11.12.2009 -
Rete Tre