lunedì, 24 agosto 2009 ore 06:00 (UTC+1)

Ecco il kit antibufala

10 regole d'oro per non abboccare

In sintesi

  • Fanno leva su sentimenti e pregiudizi
  • Diffonderle è una pratica dannosa
  • Difendersi con lo spirito critico

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di Ulisse Vitali

Bufala Bill

Molti degli appelli che circolano in Rete sono così evidentemente fasulli che viene da chiedersi: ma davvero la gente è così ingenua? Il problema nasce quando l’informazione compare su un giornale, in un telegiornale, o arriva via posta elettronica mandata da un amico. In questi casi scatta il principio d'autorità: siccome la notizia arriva da una fonte solitamente attendibile, lo spirito critico non entra in azione. Inoltre, molti di questi appelli fanno leva sui sentimenti o sui pregiudizi, due aspetti della psicologia umana che notoriamente annebbiano la parte razionale del modo di pensare delle persone.

Che male fa? - Lo stimolo irresistibile a diffondere un appello ricevuto deriva poi da un altro fattore: l'effetto gratificante di far sapere ad amici e colleghi un'informazione importante conosciuta da pochi, credendo di far parte di una cerchia elitaria di "coloro che sanno". Ma diffondere bufale e le cosiddette catene di Sant'Antonio è una pratica nociva: fa fare la figura dei creduloni, rende i veri appelli inefficaci, danneggia le aziende coinvolte, può far perdere il posto di lavoro o addirittura finire in tribunale. Inoltre, questi messaggi vanno ad intasare inutilmente le caselle di posta elettronica e vengono utilizzati dagli spammer per raccogliere un grande numero di indirizzi.

I 10 comandamenti - Michael Shermer, scrittore scientifico americano specializzato nello smontare le bufale - soprattutto quelle sulle civiltà aliene antiche, la pseudo-medicina e il paranormale - ha realizzato un video per la Richard Dawkins Foundation nel quale elenca dieci regole antibufala utilissime come criteri e strumenti d'indagine su qualunque argomento controverso. Eccole tradotte in italiano e in estrema sintesi:

1. Quanto è affidabile la fonte dell'asserzione? Occorre chiedersi se chi la propone è una persona esperta nel campo o se è semplicemente un dilettante.

2. La fonte fa altre asserzioni dello stesso tipo? Spesso chi crede a una teoria strana crede anche ad altre teorie dello stesso genere.

3. Le asserzioni sono state verificate da altri? Prima o poi ogni teoria tocca il mondo reale. Se è vera, produce un effetto tangibile di qualche tipo.

4. L'asserzione è coerente con il modo in cui funziona il mondo? Per carità, la rivoluzione può succedere, ma prima di abbracciarla chiediamoci se non comporta delle conseguenze non plausibili.

5. Qualcuno ha tentato di confutare l'asserzione? Bisogna sempre chiedersi se per caso ci può essere un'altra spiegazione più banale per quegli stessi fatti.

6. Verso quale tesi ci porta la preponderanza dei fatti? È facile raccattare quattro o cinque fatti sparsi e costruirvi sopra una teoria: ma non si possono ignorare tutti gli altri fatti contrari.

7. Chi fa l'asserzione segue le regole della scienza? Propone degli esperimenti, svolge ricerca, cerca di costruire teorie coerenti, non nasconde i fatti scomodi, ammette gli errori?

8. Chi fa l'asserzione ha prove positive? Non basta stilare un elenco di anomalie o aspetti irrisolti della teoria opposta: bisogna anche fornire prove positive, che dimostrino la propria.

9. La teoria nuova spiega tanti fenomeni quanti quella vecchia? Non basta che la teoria spieghi un minuscolo aspetto della realtà, deve spiegarne almeno tanti quanti le teorie comunemente accettate.

10. L'asserzione è motivata da credenze personali? L'asserzione non dovrebbe rinforzare l’ideologia, le credenze, i preconcetti di chi la propone.

Fino a prova contraria - Più in generale, per capire se una notizia è vera oppure no è sufficiente partire sempre dal presupposto che tutti gli appelli che si ricevono sono bufale fino a prova contraria, controllare se il messaggio contiene contraddizioni evidenti, verificare la presenza di riferimenti precisi a date, persone o documenti e infine usare gli strumenti offerti da Internet per una breve indagine. Per prima cosa si può provare ad immettere una frase tratta dal messaggio sui motori di ricerca e nell’archivio dei newsgroup, e in seguito visitare i siti dedicati alle bufale celebri. In ogni caso, prima di raggiungere una decisione è consigliabile avere più di una fonte autorevole (agenzie di stampa, CNN, BBC, ecc.).

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Il kit antibufala di Michael Shermer

YouTube, 22.06.2009 - Le 10 domande che bisognerebbe porsi quando ci si imbatte in una notizia.

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Consigli, avvisi e trucchi di Paolo Attivissimo

26.06.2009