lunedì, 20 aprile 2009 ore 08:00 (UTC+1)

Conficker rivela il suo piano

Il temibile virus vuole soldi e veicola spam

In sintesi

  • Sempre allerta
  • Il virus evolve
  • Falsi antivirus

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di Ulisse Vitali

La minaccia è sempre in agguato

La fatidica data del 1° aprile, alla quale il virus Conficker avrebbe dovuto devastare Internet, è passata e non è successo nulla di significativo. Sicuramente il clamore mediatico è stato esagerato, ma il fatto che non si siano registrate conseguenze vistose non significa che l’allarme sia cessato. In giro per il mondo c’è infatti tuttora una vera e propria orda di computer infetti (le stime variano da 2 a 15 milioni) agli ordini dei padroni del virus e pronti per essere usati in qualsiasi momento e per qualunque scopo.

Un consorzio di società di sicurezza informatica creato alcuni mesi fa per combattere il virus, il Conficker Working Group (CWG), segnala che Conficker si sta evolvendo: la versione più recente ha infatti cambiato comportamento e cerca di aggiornarsi non più attraverso una vastissima serie di siti che cambia continuamente, ma con un metodo peer-to-peer, ovvero contattando direttamente altre macchine infette. Nonostante il CWG sia riuscito a sabotare buona parte dei tentativi di aggiornamento di Conficker, persiste però uno zoccolo duro di macchine infette.

Proprio ora che molti hanno abbassato la guardia, Conficker si è svegliato sul serio, veicolando varie porcherie virali, una delle quali si spaccia per un antivirus che dice di aver trovato dei pericoli sul computer della vittima e chiede una cinquantina di dollari per "eliminarli". In realtà si tratta di un programma ostile, che sfrutta la paura degli utenti. Inoltre la nuova evoluzione di Conficker, la cui origine sembra essere l'Est europeo, dà in affitto i computer che vengono infettati agli spammer, che li usano per disseminare la loro posta-spazzatura.

UFO in Google Street View? - Spesso una fotografia che sembra mostrare un oggetto volante alieno ha in realtà una spiegazione molto terrestre. È il caso di un’immagine catturata dalle fotocamere mobili di Google Street View nella zona orientale di Londra, che secondo un articolo del giornale scandalistico britannico The Sun mostrerebbe nove sfere argentee che fluttuano sopra una fila di negozi in formazione quasi perfetta. In realtà la fotografia ritrae semplicemente le Red Arrows, la pattuglia acrobatica britannica, e non chissà quale fantomatico oggetto volante non identificato.

Self-control da scaricare - Chi passa tanto tempo al computer sa che la tentazione di lasciarsi distrarre dalle mille applicazioni che i computer di oggi permettono di avere aperte simultaneamente è sempre forte. Se siete disciplinati, il rimedio più semplice è chiudere le applicazioni che possono distrarvi, ma per chi ha problemi di autocontrollo l'ultima trovata è Self-Control, un programma gratuito per Mac che consente di bloccare per un tempo determinato una lista di siti (server di posta elettronica inclusi) scelti dall’utente.

Colto in fallo - Nella speranza di finire su Google Earth, un diciottenne inglese ha dipinto sul tetto della lussuosa villa dei genitori un fallo di venti metri. L'ardua impresa è però fallita, e il giovane dovrà armarsi di olio di gomito per rimuovere la sua bravata, rimasta ignota per un anno e poi colta dagli aerei ed elicotteri di passaggio, con sommo dispiacere dei suoi genitori. Nel frattempo naturalmente si è scatenata la caccia alla casa, che in Google Earth non reca ancora la virile icona.

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