Dal dagherrotipo al 3D
Il Giardino di Albert, 27.03.2011 -
di Davide Conconi e Fabio De Luca
L'evoluzione della tecnologia nel campo della riproduzione delle immagini
Immagini così reali che si possono toccare...
Quando le fotocamere non erano tascabili...
Non è certo una rivelazione che quella in cui viviamo è la società dell’immagine. Ogni giorno la nostra vita è infatti letteralmente inondata da video e fotografie di ogni tipo. In realtà l’uomo ha da sempre desiderato fissare in qualche modo i momenti più importanti della sua vita. All’inizio l’unica possibilità era la pittura, poi lo sviluppo della tecnica ha portato alla diffusione della fotografia, ma a rendere determinante l’impatto delle immagini sulla società è stata soprattutto l’invenzione della televisione, che ha portato nelle case un flusso continuo di immagini, processo oggi ulteriormente accelerato dalla TV digitale.
Primo procedimento fotografico -
Quella che oggi chiamiamo con un termine generale fotografia nasce nella prima metà dell’800, quando numerosi inventori, chimici e semplici appassionati tentarono di fissare le immagini su un supporto fisico. Il primo procedimento fotografico efficace - messo a punto dal francese Louis Daguerre e presentato al pubblico per la prima volta nel 1839 - è rappresentato dal dagherrotipo. Si trattava di una lastra in rame ricoperta da uno strato d’argento che veniva reso sensibile alla luce tramite un processo chimico. Dopo l’esposizione, che vista la bassa sensibilità poteva durare anche diversi minuti, lo sviluppo avveniva mediante vapori di mercurio, che rendevano biancastre le zone precedentemente esposte alla luce.
Tecnica non per tutti -
La dagherrotipia ottenne un notevole e rapido successo, permettendo di riprodurre fedelmente l'ambiente circostante; inizialmente soprattutto paesaggi e nature morte, a causa dei lunghi tempi di esposizione necessari. In seguito, con l'affinarsi del procedimento e la realizzazione di obiettivi più luminosi, crebbero i ritratti e sorse qualche timido tentativo di foto-giornalismo. Tuttavia all’inizio i fotografi dovevano disporre di un vero e proprio laboratorio chimico ed essere in grado di eseguire delle manipolazioni sperimentali, cosa che impediva la diffusione della tecnica al grande pubblico. Fu infatti solamente a partire dagli anni a cavallo tra fine ‘800 e inizio ‘900 che la fotografia divenne un mezzo comune per tutti.
L'era del digitale -
Passando nei decenni successivi per l’invenzione del cinema e più tardi della televisione, che aggiunsero alla riproduzione la componente del movimento, con l’avvento dei computer e dell’informatica inizia l’era della digitalizzazione. La tradizionale immagine analogica, composta da un numero praticamente infinito di punti con un’infinita gamma di colori, viene trasformata dalla tecnologia digitale in un’immagine con un numero conosciuto di punti, denominati pixel, ognuno dei quali è formato da un colore frutto della combinazione di sfumature di rosso, verde o blu. Possiamo immaginare che i pixel compongano le immagini come le tessere di un mosaico: più le tessere sono piccole e numerose, più l’immagine risulta definita.
Passaggio all'alta definizione -
Il processo di digitalizzazione ha naturalmente coinvolto anche i segnali televisivi, che ormai sempre più spesso vengono inviati in forma numerica. Negli ultimi anni, con la comparsa sul mercato di televisori sempre più grandi, è poi nata l'esigenza di aumentare la risoluzione delle immagini. Per questo motivo a livello mondiale si sta introducendo il nuovo formato di televisione in alta definizione (nota anche semplicemente come HDTV), che con risoluzioni fino a 1920x1080 pixel e il formato panoramico 16:9 offre una qualità video significativamente superiore rispetto all’attuale definizione standard e permette quindi di assaporare immagini estremamente nitide e ben definite anche su schermi di grandi dimensioni.
Nuovi formati all'orizzonte -
Mentre il formato HDTV si sta diffondendo nei mercati, nei laboratori di ricerca si stanno già sviluppando i suoi successori. Fin da ora è infatti possibile la ripresa in formato Super HD (detto anche "4k", ovvero quattro volte i dati dell'HD), rivolto però specialmente alle sale cinematografiche. Un ulteriore incremento verrà poi dall'Ultra HD, sistema destinato all'ambito domestico tuttora in fase di sperimentazione in Giappone, il quale prevede una risoluzione di addirittura 7680x4320 pixel (16 volte i dati dell'HD). Questo vertiginoso progresso tecnologico permette dunque di immaginare per il futuro un ulteriore sviluppo della definizione delle immagini e nel giro di qualche anno, o decennio, l’introduzione di nuovi standard televisivi. Ne vedremo delle belle…
Il Giardino di Albert, 27.03.2011 -
di Davide Conconi e Fabio De Luca
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