venerdì, 03 giugno 2011 ore 15:00 (UTC+1)

Sony nel mirino degli hacker

Continuano gli attacchi al colosso giapponese dopo la caduta di PSN

In sintesi

  • Rubati milioni di dati personali
  • Crimine informatico organizzato
  • Privacy sempre più a rischio

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di Ulisse Vitali

Non sembra volersi placare la furia degli hacker contro il gigante nipponico dell’elettronica d’intrattenimento. Dopo il disastroso attacco dell’aprile scorso alla piattaforma per il gioco online PlayStation Network - con il conseguente furto di milioni di dati personali degli utenti e l’inevitabile blocco del network - la Sony ha infatti subito nelle scorse settimane diversi tentativi d'intrusione nei propri server. Proprio in questi giorni un gruppo di pirati informatici ha inoltre annunciato di essersi appropriato di oltre un milione di password, indirizzi e-mail e altri dati personali scardinando il sito di SonyPictures.

Il disastro PlayStation Network - Lo scorso 20 aprile il PlayStation Network di Sony è stato improvvisamente messo offline, rendendo inutilizzabili per i suoi 77 milioni di utenti, 430 mila dei quali registrati in Svizzera, tutti i servizi della console di gioco che dipendono dalla connessione alla rete: dal gioco online allo scaricamento di contenuti multimediali. Solo qualche giorno più tardi si è venuto a sapere che il blocco del network non è stato dovuto a una panne tecnica, ma a una ben più inquietante intrusione informatica, che ha permesso ai malfattori di accedere ai dati di decine di milioni di utenti: nomi, indirizzi postali, indirizzi e-mail, date di nascita, password; in quello che si può definire il più grande furto d’identità via Internet mai avvenuto finora.

Mancanza di spiegazioni - Ad aumentare il malumore degli utenti, già preoccupati e arrabbiati per la situazione, ha contribuito la clamorosa mancanza di trasparenza sull'accaduto da parte di Sony. I laconici comunicati ufficiali sono infatti molto riluttanti a spiegare come è stata possibile l'intrusione e soprattutto se fra i dati sottratti ci sono anche i codici delle carte di credito. I portavoce dell’azienda si sono limitati a dire che “non sono in grado di escluderlo” e che i dati delle carte di credito erano custoditi in forma cifrata. Non resta quindi che sperare che questa cifratura sia un po’ più sofisticata del sistema di protezione superato dagli hacker per accedere ai dati degli utenti; mentre nel frattempo c'è chi sta già facendo causa a Sony per mancato rispetto degli standard di sicurezza.

A chi giova tutto ciò? - Chi si celi dietro a questo attacco, mai stato rivendicato da nessuno, per ora non si sa. Tra i possibili sospetti troviamo qualche gruppo di cyber-attivisti in cerca di vendetta e gli immancabili hacker cinesi intenti in un'operazione di sabotaggio. Tuttavia l'ipotesi più probabile è che il furto sia opera del crimine informatico organizzato, che potrebbe ricavare un bel gruzzolo utilizzando o rivendendo i dati sottratti. Nel frattempo Sony ha annunciato il parziale ripristino del PlayStation Network e, per compensare il disagio, ha deciso di offrire degli incentivi e dei giochi agli utenti colpiti dal disservizio, ai quali verrà inoltre messo a disposizione un programma gratuito di ripristino della propria identità online che li aiuterà a risolvere eventuali frodi.

Non c'è pace per Sony - A poco più di un mese dall'imbarazzante caos seminato dal blackout di PlayStation Network, sembra che un po' tutti stiano provando a farsi beffe dei sistemi di sicurezza di Sony. Attraverso un messaggio diffuso via Twitter, un sedicente gruppo di hacker noto come Lulz Security ha infatti fatto sapere di essersi introdotto nel sito SonyPictures.com - protetto a detta dei pirati da sistemi a dir poco primitivi - e aver fatto man bassa di più di un milione di dati personali dei suoi utenti. In seguito, con un altro messaggio diffuso via web, gli hacker chiedono beffardi: “Con una singola operazione siamo stati in grado di accedere a tutto, come potete mai riporre la vostra fiducia in una società che si rendere vulnerabile ad attacchi così elementari?".

Epic fail e fiducia - Dopo che Sony ha dovuto ammettere il furto di dati personali “sensibili” di milioni di utenti collegati al proprio network - nel gergo di Internet un vero e proprio epic fail, ovvero un fallimento di proporzioni catastrofiche - il provocatorio quesito che si pongono gli hacker è tutt’altro che fuori luogo. Una perdita di fiducia degli utenti potrebbe infatti avere pesanti ripercussioni per la casa giapponese, anche dal punto di vista economico. Quello che emerge, al di là del rischio concreto di essere derubati da cyber-criminali, è la sempre maggiore vulnerabilità dei sistemi di sicurezza informatici, a cui si aggiunge la pervasività di alcune tecnologie imposte dalle major del settore ad utenti ignari che la loro privacy è sempre più a rischio.

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Colpo virtuale

Telegiornale, 27.04.2011 - Un pirata informatico sta facendo sudare freddo la Sony e 77 milioni di suoi clienti, 430 mila dei quali registrati in Svizzera. L'hacker è entrato in possesso dei dati personali di tutti gli utenti della piattaforma online per Playstation.

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Sony agitati

Modem, 04.05.2011 - Furto di dati: nuovo attacco hacker al colosso nipponico - Rete Uno