martedì, 31 maggio 2011 ore 15:30 (UTC+1)

Cellulari spioni

I telefonini che ci portiamo in tasca registrano tutti i nostri spostamenti

In sintesi

  • L'esperimento di un politico tedesco
  • iPhone tiene traccia di tutti i movimenti
  • Anche TomTom sotto accusa

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di Ulisse Vitali

Quanto siamo tracciabili tramite il nostro telefonino? A quanto pare molto più di quanto si potrebbe immaginare. Per verificare la situazione il politico tedesco Malte Spitz ha deciso di mettersi in gioco, richiedendo al suo operatore telefonico tutti i dati che lo riguardavano - per un periodo di circa sei mesi - e che erano stati acquisiti tramite la sua connessione cellulare e custoditi secondo le leggi locali sulla conservazione dei dati. Dopo aver dovuto addirittura fare causa alla propria compagnia telefonica, Spitz ha ottenuto un enorme documento Excel, con oltre 35'000 rilevamenti delle proprie coordinate geografiche.

Una mappa degli spostamenti - Se presi singolarmente gran parte di questi dati risultano innocui, tuttavia se considerati complessivamente creano un profilo che delinea abitudini, preferenze e spostamenti di un individuo. Inoltre questi dati possono essere facilmente correlati con altre informazioni pubblicamente accessibili online, come i messaggi Twitter o gli status su Facebook, permettendo di avere un tracciamento ancora più sofisticato. La mappa integrata derivante da questa compilazione di dati, che il politico ha deciso di rendere pubblica, rivela con quale sconcertante precisione i suoi spostamenti sono stati tracciati senza usare il GPS, ma utilizzando soltanto il segnale delle antenne della rete cellulare.

Il file segreto di iPhone - In Rete ha destato una certa preoccupazione la segnalazione di due esperti di sicurezza secondo la quale su ogni iPhone e iPad 3G c'è un file nascosto e non cifrato nel quale viene registrato a lungo termine ogni spostamento dell'utente. In caso di furto o smarrimento del telefonino quindi, un malintenzionato tecnicamente competente potrebbe leggerne il contenuto e, grazie ad un'apposita applicazione, riportare il tutto su una mappa. I dati sono inoltre disponibili anche sul computer con il quale l'utente ha sincronizzato il proprio apparecchio, il che significa che un virus potrebbe accedervi. Va comunque chiarito che il file completo, a differenza di un campione di coordinate GPS e WiFi, non viene inviato ad Apple, ma resta sul telefono.

iPhone o iSpy? - A che scopo vengono raccolti questi dati? La spiegazione più probabile è che l'azienda della mela morsicata voglia usare le informazioni per generare una mappa delle posizioni delle antenne cellulari e degli hotspot WiFi senza dover ricorrere ai costosi servizi di società specializzate. Ad ogni modo, il problema può essere risolto inserendo dati fasulli nel file oppure cambiandone i permessi. Paradossalmente, il metodo più semplice è scavalcare le opzioni di sicurezza, sbloccando abusivamente il telefonino, e installare un'applicazione che ripulisce automaticamente e continuamente il file incriminato. La preoccupazione in Rete è forse eccessiva, ma è importante essere consapevoli di questa raccolta di dati in modo da sapersi regolare.

La risposta di Apple - Dal canto suo Apple ha negato che si tratti di un sistema di tracciamento, sostenendo che il file incriminato contiene in realtà solamente una mappa aggiornata delle antenne cellulari e WiFi nelle vicinanze dell'utente, in modo che il dispositivo possa sapere dove si trova più rapidamente. Tuttavia, precisano da Cupertino, a causa di un difetto i dati restano memorizzati troppo a lungo, ma questo problema verrà risolto con un aggiornamento del software, che smetterà inoltre di salvare una copia dei dati sul computer dell'utente. Comunque, anche dopo la correzione sul telefonino resterà un archivio parziale, protetto tramite cifratura, che permetterà di determinare gli spostamenti dell'utente nel corso dell'ultima settimana.

TomTom aiuta la polizia? - Recentemente sembra essere esplosa la psicosi del tracciamento tramite i dispositivi elettronici che ci accompagnano nelle nostre attività quotidiane: dopo Apple è infatti il turno di TomTom, i cui navigatori satellitari sono stati accusati di trasmettere indirettamente i dati sulla velocità di guida degli utenti alla polizia olandese, la quale li avrebbe poi utilizzati per scegliere la collocazione più strategica dei rilevatori di velocità. L’azienda ha tuttavia prontamente chiarito che i dati prima di essere trasmessi vengono anonimizzati, per cui non possono essere in alcuna maniera utilizzati per multare i conducenti, e che intende modificare le proprie condizioni di licenza in modo da impedire questo genere di utilizzo da parte delle forze dell’ordine.

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I movimenti di Malte Spitz

26.03.2011

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Tracciamento tramite telefonino

Il Disinformatico, 01.04.2011 - Rete Tre