Trailer originale di Toy Story
29.05.2009
L'avvento della tecnologia digitale ha cambiato il modo di fare cartoni animati
Un immagine del corto della Pixar "For the Birds"
Era il 1937 quando il giovane produttore di cartoni animati Walt Disney propose la realizzazione del primo lungometraggio d’animazione della storia, Biancaneve e i sette nani. All’epoca il progetto fu considerato una vera follia, tanto che gli stessi artisti coinvolti mai avrebbero pensato di raggiungere il grande schermo, ma si trasformò in un enorme successo commerciale. Da allora sono cambiate molte cose, tuttavia a quasi 60 anni di distanza una semisconosciuta casa cinematografica specializzata in animazione computerizzata compie un’altra rivoluzione: un lungometraggio completamente realizzato in computer grafica.
Tecnologia e creatività -
Fu così che nel 1995 vide la luce Toy Story, il primo lungometraggio d'animazione creato dallo studio d’animazione Pixar interamente in computer grafica. Da quel fortunato precursore nacquero in seguito una moltitudine di film completamente realizzati in grafica computerizzata tridimensionale, dando vita a un nuovo genere cinematografico. Il successo di questi film è dipeso anche, e soprattutto, dalla notevole capacità inventiva degli studi d'animazione, che mettono alla base delle nuove tecniche digitali un grande lavoro di sceneggiatura, regia e creatività: la tecnologia al servizio della magia dei cartoon.
Cambiamento epocale -
L’animazione diviene un territorio tutto nuovo da esplorare e scoprire, in cui la matita viene sostituita dai pixel e il computer promette di dare nuova vita ai cartoni animati. Come fu per Walt Disney negli anni ’30 e ‘40, la Pixar ha portato con sé un cambiamento epocale e rivoluzionario, introducendo un nuovo tipo di linguaggio nel cinema d’animazione. Unendo tecnologia 3D e poesia, lo studio ha trasformato l’idea stessa di cartoon e in qualche modo l’ha reso un prodotto adulto, stratificato. I cartoni animati sono diventati un mondo ben più complesso di quanto si possa immaginare.
Matita vs. computer -
Matita e computer, due mondi che sembrano opposti: da un lato la figura poetica dell’artigiano che crea tavola dopo tavola il cartone animato, dall’altro un freddo calcolatore che in pochi passaggi costruisce personaggi e scenografie. Ma non è proprio così. Dal punto di vista artistico non c’è infatti una grossa differenza nel creare storie e protagonisti per i cartoon. È sempre indispensabile saper disegnare e avere una preparazione tradizionale alle spalle. L’animazione 3D avvicina il modo di fare cartoni animati al vero cinema: stesse tecniche e budget altissimi, con in più l’aggiunta della fantasia classica del disegno animato.
Da Sorengo a Los Angeles -
Lo sa bene Alex Ongaro, un giovane ticinese che ormai da diversi anni vive negli USA e lavora come supervisore degli effetti speciali alla DreamWorks Animation, il famosissimo studio cinematografico specializzato in film d’animazione. Tra le produzioni più importanti degli ultimi anni troviamo titoli del calibro di Shrek (e relativi sequel), Madagascar, Bee Movie e Kung Fu Panda. Partito da Sorengo come architetto d’interni, dopo alcune esperienze tra Milano e Roma è sbarcato nel mondo del cinema a Los Angeles, dove ha poi lavorato agli effetti speciali di Shrek e vissero felici e contenti e molti altri film d'animazione.
29.05.2009
Baobab Multimedia, 24.06.2010 -
Rete Tre