venerdì, 28 gennaio 2011 ore 17:10 (UTC+1)

PlayStation 3 senza difese

Un gruppo di hacker è riuscito a superare le protezioni della console di Sony

In sintesi

  • Voragine nel sistema di cifratura
  • Modchip non necessari
  • Software "artigianale" e giochi copiati

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di Ulisse Vitali

La comunità hacker continua a mettere PlayStation 3 nel mirino. Un gruppo di “smanettoni” denominato team fail0verflow ha infatti annunciato di aver scoperto la chiave privata di crittografia utilizzata da Sony per autorizzare i programmi da eseguire sulla sua console da gioco, considerata finora la più protetta e sicura del suo genere. Questo permette di eseguire qualunque software sulla console anziché soltanto quello approvato da Sony, sfruttando in questo modo la grande potenza della PlayStation 3 per eseguire ad esempio Linux o qualunque applicazione desiderata dall'utente.

Errore clamoroso - L'annuncio è stato dato durante il recente Chaos Communication Congress, il raduno annuale di hacker che si svolge a Berlino, durante il quale è stato rivelato il clamoroso errore commesso da Sony nel realizzare le protezioni della PS3: una voragine che la farebbe diventare di diritto la console meno sicura di questa generazione. Come spiega uno dei membri di fail0verflow, la Sony utilizza una chiave crittografica privata e segreta per contrassegnare ogni file. Tuttavia nella creazione di file codificati è importante l'uso di numeri casuali differenti e non prevedibili, mentre lo schema di codifica di PS3 adotta un unico numero che non varia mai. A quel punto è bastata della semplice algebra per ricostruire la chiave privata.

Situazione irrecuperabile - La soluzione trovata da fail0verflow permette di sbloccare la console senza ricorrere a modchip o procedure laboriose e a quanto risulta finora apre una breccia irreparabile nelle protezioni della PS3. Stando a quanto affermato dagli stessi hacker, recuperare la situazione sarà per Sony quasi impossibile. L'azienda nipponica ha dichiarato laconicamente che è al corrente degli eventi e, dopo attento esame, potrebbe rivedere tutto il sistema di sicurezza, ma con l'alto rischio di rendere incompatibile tutto il software originale rilasciato sul mercato fino a questo momento. L'unico modo per rimediare sarebbe infatti cambiare fisicamente tutte le console già vendute.

PS3 open source - A dare un’ulteriore spallata alle difese della PlayStation 3 ci ha pensato il giovane hacker statunitense George Hotz, il quale ne ha bypassato senza problemi le protezioni e ha pubblicato sul proprio blog la manciata di righe segrete che compongono la chiave privata necessaria ad autorizzare l'esecuzione di codice legittimo. Questa "scoperta" rende di fatto open source la console di Sony, consentendo agli utenti di autenticare per la PS3 qualunque programma. Oggi quindi la PlayStation 3 è "nuda", senza difese e consente non solo di installare altri sistemi operativi, ma anche software fatto in casa. Inoltre, cosa ben più grave, presta il fianco all'insorgere dalla pirateria, fenomeno che sinora non l'aveva quasi sfiorata.

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