mercoledì, 08 settembre 2010 ore 16:00 (UTC+1)

Alan Wake, paura del buio?

Dagli ideatori di Max Payne, un intenso thriller psicologico articolato in sei episodi

In sintesi

  • Incubi traformati in realtà
  • Combattere l'oscurità con la luce
  • Emozionante, ma poco innovativo

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di Ulisse Vitali

Dopo cinque anni di lavoro e qualche ripensamento sulla struttura del gioco, la software house Remedy Entertainment è finalmente in grado di farci vivere la terrificante storia di Alan Wake, un titolo che nel corso del tempo è riuscito a creare intorno a sé un grande alone di mistero e attesa. Definito dal suo team di sviluppo come un "action thriller psicologico", il videogioco coniuga l'atmosfera dei migliori survival horror all'adrenalina dei titoli d'azione. La surreale vicenda, complessa ed affascinante, si sviluppa infatti sul sottile confine che separa il sogno dalla realtà.

Viaggio nell'incubo - Il protagonista del gioco, Alan Wake, è un apprezzato autore di best-seller dell'orrore, che trae ispirazione per la trama dei propri libri dagli incubi che lo tormentano ogni notte. Per tentare di aiutarlo a ritrovare la vena creativa perduta, la moglie Alice lo convince a passare una vacanza in riva al lago nella tranquilla cittadina di Bright Falls, un piccolo angolo di paradiso immerso tra i boschi e le montagne. Tutto sembra procedere per il meglio, ma qualcosa di oscuro e malvagio dimora nella zona e quando Alice scompare misteriosamente, Alan si trova costretto ad affrontare i suoi incubi nel tentativo di salvarla. La struttura narrativa del gioco è suddivisa in sei capitoli, veri e propri episodi strutturati come in una serie televisiva.

Come il giorno e la notte - Inizialmente concepito come un action-game dalla struttura aperta, Alan Wake ha cambiato più volte forma durante il suo sviluppo. Il gioco è stato infine impostato come un classico action-adventure in terza persona, in cui il protagonista cerca di salvare la moglie indagando nei luoghi che circondano la cittadina (boschi, dighe, ecc.) e combattendo con inquietanti presenze. Oltre che per la forte componente narrativa, il gameplay si caratterizza per l’alternarsi di sequenze esplorative diurne, in cui cercare indizi e interagire con i personaggi, e di momenti notturni più puramente d’azione, spesso ambientati in un inquietante contesto naturale, nei quali affrontare le paurose creature che si manifestano nell'oscurità.

La forza della luce - Per avere ragione dei nemici bisogna fare affidamento su qualunque oggetto in grado di generare luce, come ad esempio la preziosa torcia elettrica che Alan porta sempre con sé, da impiegare per indebolire gli avversari fino a renderli vulnerabili alle armi da fuoco. Gli scontri sono quindi un frenetico puntare la luce sui nemici (alcuni dei quali rappresentati anche da oggetti "posseduti"), ucciderli a colpi di pistola, ricaricare e passare ai successivi. Il sistema di combattimento funziona piuttosto bene e tutto appare funzionale: quando il giocatore è sopraffatto da più nemici contemporaneamente la tensione è assicurata. Tuttavia purtroppo le missioni appaiono un po’ ripetitive e i livelli molto lineari.

Scorci mozzafiato - Dal lato tecnico Alan Wake è un prodotto di buona fattura, tuttavia funestato da qualche difetto. Alcuni scorci di Bright Falls si estendono a perdita d’occhio, creando un panorama virtuale da lasciare a bocca aperta. Impressionanti anche gli effetti atmosferici, nebbia e vento su tutti, di luce e particellari, come fumo e scintille. Meno convincenti invece i personaggi secondari, caratterizzati da texture poco definite, scarsa espressività facciale e animazioni a volte troppo meccaniche e legnose. Altalenante anche il comparto audio, con effetti ambientali un po’ ripetitivi ed un doppiaggio italiano non al top; ottimo in compenso l’accompagnamento musicale, capace di sottolineare adeguatamente la tensione del momento.

Esperimento narrativo - L’ultima fatica di Remedy è un videogioco molto particolare; un riuscito esperimento narrativo, che focalizzandosi su una sceneggiatura di qualità, personaggi credibili e un’ambientazione ricchissima di dettagli, racconta una storia intrigante e densa di mistero, regalando al contempo sequenze d’azione ben orchestrate e ottimi colpi di scena. Purtroppo però, il titolo è tutt’altro che perfetto, soprattutto per via di un gameplay che risulta ripetitivo già dopo poche ore di gioco, fiaccato dalla linearità e dall’eccessiva iterazione di situazioni e nemici da affrontare. Insomma, Alan Wake ha dalla sua parte degli ottimi elementi, capaci di suscitare forti emozioni, ma non aggiunge nulla di nuovo sulla scena degli action-adventure game.

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Il Giudizio Universale, 31.05.2010 - Rete Tre