lunedì, 11 gennaio 2010 ore 06:00 (UTC+1)

La vita del futuro

Grandi cambiamenti grazie alla domotica e all'impiego di robot sempre più avanzati

In sintesi

  • Case sempre più intelligenti
  • Identificazione via radiofrequenza
  • Robot protagonisti del futuro

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di Ulisse Vitali

Tra i molti cambiamenti che la tecnologia porterà nella futura vita quotidiana di tutti noi, uno degli aspetti più interessanti è sicuramente quello legato al mutamento delle abitazioni. Con ogni probabilità non si tratterà di nulla di fantascientifico, ma piuttosto di una serie di innovazioni che porteranno più agi e comodità, sollevandoci da compiti a volte sgradevoli e lasciandoci più tempo per le nostre occupazioni preferite. La scienza che si occupa dello studio delle tecnologie atte a migliorare la qualità della vita nella casa è la domotica, disciplina nata allo scopo di trovare strumenti e strategie per convertire i vecchi ambienti, migliorandone la sicurezza e risparmiando energia.

Elettrodomestici interconnessi - La "casa intelligente" rappresenta quindi un ambiente domestico, opportunamente progettato e tecnologicamente avanzato, nel quale le apparecchiature e gli impianti sono in grado di svolgere autonomamente una serie di funzioni allo scopo di migliorare il comfort, la sicurezza, il risparmio energetico e in generale la qualità dell'abitare all'interno dell’edificio. I diversi componenti della casa saranno tutti connessi tra di loro, potranno comunicare e saranno controllati tramite delle apposite interfacce (tastiere, telecomandi, touch screen, ecc.), che consentono l’invio di comandi al sistema centrale di controllo computerizzato.

Etichette elettroniche - Uno dei possibili sistemi di comunicazione tra i vari elementi che comporranno le case del futuro è il cosiddetto RFID, una tecnologia per l’identificazione di oggetti basata sulla lettura a distanza di informazioni via radiofrequenza. Il sistema ha infatti la capacità di accedere ai dati memorizzati su dei dispositivi elettronici, chiamati TAG, costituiti da un microchip e un’antenna per ricevere e trasmettere le informazioni in essi contenute ad un apposito ricevitore. Negli ultimi anni la procedura di riconoscimento automatico (Auto ID) ha suscitato molto interesse e presto sarà presente in molti aspetti della vita di ognuno di noi.

Robot di ieri... - Quando si parla di futuro, spesso il pensiero corre ai robot. In realtà quella della robotica è una storia antica, che affonda le sue origini in un lontano passato. I robot, e più in generale gli automi che ne sono i precursori, esistono infatti fin dall’antica Grecia, e da allora la necessità di imitare e sostituire il corpo umano non ha mai smesso di sollecitare l’ingegno umano, con esiti di volta in volta sorprendenti e pressoché sconosciuti ai più: dal mitologico automa greco Talos, ai congegni tecnici messi a punto dagli arabi, agli affascinanti automi prodotti a partire dal ‘700, via via fino ai cyborg dell’ultima generazione, che sanno interagire autonomamente con l’ambiente esterno.

...e di domani - Mai come oggi, da quando dalla meccanica si è passati all'elettronica prima e all'informatica poi, la robotica suscita meraviglia, e molto probabilmente i robot saranno tra i protagonisti del futuro. Tuttavia il fondamentale rapporto uomo-macchina si è fatto viepiù complesso e ambiguo, soprattutto da quando la robotica cognitiva ha cominciato a cercare di riprodurre non più soltanto le attività meccaniche del corpo, ma anche funzioni superiori dell’essere umano, come la curiosità, la creatività e il linguaggio. Esemplare in questo senso è iCub, un robot dall'aspetto di un bambino programmato per imparare a reagire agli stimoli del mondo esterno attraverso l'esperienza, simulando quindi l’apprendimento infantile.

Mondi paralleli - Oltre che a ipotizzare scenari futuri, la tecnologia permette di dare un’occhiata anche a come appariva il passato, ad esempio passeggiando nella Basilea di 2’000 anni fa, quando la città vecchia era solo un villaggio celtico. Tutto ciò è possibile grazie al lifeClipper, un dispositivo che unendo i dati del sistema GPS alle coordinate degli scavi archeologici è in grado di ricostruire gli antichi insediamenti esattamente nel luogo originale. In questo modo - indossando uno speciale casco virtuale collegato a un computer e dotato di GPS, sensore di direzione e videocamere - c’è la possibilità di immergersi in un mondo parallelo, che mischia la realtà virtuale con quella reale.

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iCub, un simpatico robot-bambino

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