lunedì, 07 dicembre 2009 ore 06:00 (UTC+1)

Risen, inno alla tradizione

Poche innovazioni per un gioco di ruolo dall'approccio molto classico

In sintesi

  • Ambientazione fantasy-medievale
  • Mancanza di personalità e originalità
  • Grande libertà di scelta e longevità

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di Ulisse Vitali

Il team di sviluppo tedesco Piranha Bytes, noto a livello internazionale per la trilogia di Gothic, ha deciso di mettere da parte il suo storico franchise e puntare tutto su Risen, un prodotto completamente nuovo, che mira a riscoprire gli aspetti più autentici del gioco di ruolo nella sua forma più classica. Pur introducendo alcune innovazioni, il nuovo gioco ha infatti molti punti in comune con l’apprezzatissima serie che l’ha preceduto, di cui è a tutti gli effetti il legittimo erede. Disponibile per PC e Xbox 360, il titolo ha una caratterizzazione fantasy ed è ambientato in un periodo medievale immaginario.

Da che parte stare? - L'avventura ha inizio con un drammatico naufragio, che porta il protagonista a risvegliarsi su una delle numerose spiagge di Faranga, un piccolo e selvaggio isolotto bagnato dalle acque del Mediterraneo e caratterizzato da un immenso vulcano attivo che ne domina il paesaggio. Sull'isola, popolata da due fazioni contrapposte, sono recentemente emerse dal sottosuolo le antiche rovine di un tempio e diverse mostruose creature hanno fatto la loro apparizione. Privo di armi, senza memoria e vestito di stracci, il nostro eroe si troverà ad affrontare le insidie dell'isola, decidendo se unirsi all'Inquisizione, setta pseudo religiosa dedita alla magia che detiene il potere, o ai ribelli, più inclini alla caccia, al combattimento e ai furti.

Grande rigiocabilità e longevità - Il gameplay, costruito interamente attorno alla volontà di offrire al giocatore la massima libertà possibile nell’affrontare l’avventura, ricalca da vicino i canoni classici del gioco di ruolo: un unico personaggio controllabile, visuale in terza persona e combattimenti in tempo reale. Le scelte riguardo la fazione con cui schierarsi influenzeranno poi in vario modo lo svolgersi degli eventi, dando accesso a due storie completamente diverse. Ogni missione può inoltre essere intrapresa con approcci differenti, facendo ricorso all’astuzia oppure alla mera forza bruta. In un titolo che conta più di 30 ore per il completamento della trama principale, una tale rigiocabilità porta la longevità complessiva a livelli davvero notevoli.

Non solo combattimenti - L’intelligenza artificiale dei nemici, basata su schemi di attacco predefiniti, non è particolarmente complessa, ma gli scontri, sia corpo a corpo che magici, si rivelano spesso lunghi e impegnativi. Oltre a risolvere intricate dispute verbali e combattere in duelli all’ultimo sangue, è inoltre possibile cimentarsi in una lunga serie di professioni utili per il completamento di alcune missioni: alchimia, estrazione di minerali, lavorazione dei metalli, borseggio, scassinamento; c’è n’è davvero per tutti i gusti. Buona anche la varietà di ambientazioni presenti sull’isola: oltre alla folta vegetazione dell’entroterra, l’esplorazione della città, della fortezza e delle molte segrete permetterà infatti di godere di un buon assortimento tra aree aperte ed al chiuse.

Tecnicamente non al top - Sotto il profilo tecnico, pur non proponendo un nuovo motore grafico, su Risen è stato fatto un buon lavoro di ottimizzazione, “pulendolo” dai molti bug che affliggevano i suoi predecessori. Il risultato non è comunque al top: sono infatti presenti alcuni glitch, i modelli poligonali dei personaggi non sono eccezionali, il framerate è tutt’altro che stabile e le animazioni lasciano talvolta a desiderare. Tuttavia il titolo si difende abbastanza bene in fatto di effetti luce, qualità delle texture e orizzonte visivo. Per quanto riguarda il comparto audio, il gioco propone una colonna sonora epica e suggestiva al punto giusto, discreti dialoghi in inglese con sottotitoli in italiano, ma effetti sonori un po’ troppo ripetitivi.

Bella sorpresa, ma poche novità - Pur non essendo il titolo più originale dell'anno e non apportando alcuna innovazione sostanziale al proprio genere, Risen si dimostra una gradita sorpresa, rivelandosi ben più appassionante delle aspettative. I Piranha Bytes hanno infatti creato un interessante universo di gioco e vi hanno ambientato un'avventura godibile, coinvolgente e impegnativa, che pone l'accento sul piacere dell'esplorazione e regala un pizzico di umorismo. Tuttavia, nonostante l'estrema profondità di un gameplay dove dialoghi e combattimenti hanno lo stesso peso e le numerose possibilità offerte al giocatore, il titolo è cosparso di piccoli difetti che gli impediscono sia di trovare il giusto approccio estetico, sia di garantire grandi stimoli.

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La recensione di Multiplayer

Il Giudizio Universale, 03.11.2009 - Rete Tre