lunedì, 30 novembre 2009 ore 06:00 (UTC+1)

PES 2010, segni di risveglio

Non ai livelli della concorrenza, ma un passo nella giusta direzione

In sintesi

  • Gioco più orientato alla simulazione
  • Poche novità nel gameplay
  • Grafica valida, ma animazioni altalenanti

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di Ulisse Vitali

Dopo anni di dominio incontrastato tra i videogiochi calcistici, Pro Evolution Soccer di Konami ha da qualche tempo subito il sorpasso da parte del concorrente FIFA. Dopo il recente brillante esordio di FIFA 10, migliorato praticamente sotto ogni aspetto, è ora la volta di PES 2010 di fare la propria discesa in campo. Pur non raggiungendo i livelli della concorrenza, il titolo di Konami - disponibile per PC, console e telefono cellulare - rimane un gran bel gioco di calcio e sembra aver finalmente cambiato marcia, iniziando la propria personale risalita. Le migliorie principali interessano soprattutto l'aspetto grafico, l’intelligenza artificiale e la volontà di dare al tutto la cornice di un evento televisivo.

Chi va piano... - L’edizione 2010 del gioco di Konami presenta un gameplay più lento rispetto a quello del suo predecessore, attribuendo più valore alle strategie e ai passaggi, che risulteranno fondamentali per segnare. Il modo di giocare è quindi cambiato: la risposta ai comandi è leggermente meno immediata, difese e portieri sono più forti, il peso degli atleti è aumentato e il ritmo di gioco, finalmente meno frenetico, prevede una manovra ragionata, attenta e precisa, allontanandosi dalla strada più arcade che il gioco aveva imboccato negli ultimi anni. Un approccio che di certo farà felice chi da sempre ha amato la serie per la sua storica attitudine, ultimamente scomparsa, verso un concetto simulativo di videogioco.

Poche innovazioni - Interessante sotto il profilo dell’intelligenza artificiale e della tattica di gioco l’introduzione delle carte abilità, che di fatto dotano ogni giocatore di un carattere calcistico preciso e possono influenzare l’andamento della partita. Tuttavia questo lodevole aggiustamento nel contesto di gioco, che rende PES 2010 sicuramente più completo e interessante rispetto al passato, rinfresca l’esperienza solo fino a un certo punto e non basta a colmare il divario rispetto al blasonato concorrente. Il gameplay infatti è povero di idee concrete, non innova, non cerca nuove strade e non si mette in gioco. Chi, forse a ragione, si aspettava un tuffo nel futuro in termini di modalità di gioco rimarrà probabilmente deluso.

Nuovo motore grafico - Per quanto riguarda il comparto tecnico, PES 2010 è un prodotto molto valido, che dispone di un nuovo motore grafico in grado di garantire in ogni momento fluidità e naturalezza all’azione di gioco. Inoltre i volti dei calciatori sono realizzati con grande cura, grazie a texture della pelle molto più realistiche, il pubblico è interamente in 3D e il sistema d’illuminazione completamente rinnovato. Purtroppo la qualità delle animazioni è ancora altalenante, sia nella corsa dei giocatori, sia negli scontri fisici. Per quanto riguarda il sonoro, il pubblico risponde bene alle azioni pericolose e la telecronaca è ancora affidata a Pierluigi Pardo, ottimo per tonalità e carisma, e José Altafini, al quale spetta il commento tecnico.

Sconfitto, ma non massacrato - Le migliorie rispetto allo scorso anno sono indubbiamente evidenti: il gameplay più orientato verso la simulazione e un comparto grafico valido fanno infatti di PES 2010 un prodotto di ottimo livello e un passo avanti nella giusta direzione. Seppur entusiasmante da giocare con gli amici, momento nel quale il titolo dà il meglio di sé, le reali novità proposte sono sostanzialmente poche, e per di più ripescate dalle passate edizioni. PES 2010 esce quindi sconfitto dal confronto con FIFA 10, ma non massacrato. Appare però chiaro che, con un avversario quest'anno quanto mai agguerrito, affinché la serie di Konami possa riprendersi il trono di simulazione calcistica per eccellenza debba per forza introdurre diversi innesti freschi.

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Trailer del gioco

YouTube, 18.08.2009 -

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La recensione di Multiplayer

Il Giudizio Universale, 17.11.2009 - Rete Tre