sabato, 25 luglio 2009 ore 06:00 (UTC+1)

Wanted: Weapons of Fate

Gioco d'azione sequel dell'omonimo film

In sintesi

  • Dialoghi sopra le righe e violenza
  • Gameplay spettacolare ma ripetitivo
  • Longevità di sole 4 ore

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di Ulisse Vitali

Dal fumetto al film e dalla pellicola al videogioco. È ormai consuetudine ben radicata nell'industria dell’intrattenimento sfruttare su più fronti un medesimo contenuto,con risultati il più delle volte non proprio esaltanti. Wanted: Weapons of Fate, gioco d’azione in terza persona, rientra in questo genere di prodotti: ha le sue origini nella graphic novel partorita dalla mente di Mark Millar, in seguito diviene un action movie per il grande schermo con James McAvoy e Angelina Jolie e infine fa il suo ingresso nel mondo dei videogames. Discretamente confezionato, il gioco espande e completa gli eventi narrati nel film facendo leva su una formula a base di sparatorie e sfruttando la licenza ufficiale dell'omonima pellicola di Warner Bros.

Sequel del film - L’avventura inizia circa cinque ore dopo gli eventi narrati nel film e vede Wesley Gibson, il giovane protagonista diventato ormai un perfetto assassino, svegliarsi di soprassalto dall’incubo ricorrente dell’uccisione della madre ad opera di un misterioso killer e decidere di scoprire la verità circa la storia della sua famiglia. In seguito il racconto procede tra passato e presente, consentendo al giocatore di impersonare anche Cross, il padre del protagonista, in svariati flashback. Le scene d’intermezzo, utili per legare tra loro le diverse missioni, sono di buon livello, così come i dialoghi, spesso volgari e sopra le righe, che risultano accattivanti e adeguati ai toni spregiudicati della trama. Il gioco ha un buon ritmo e non risparmia violenza e litri di sangue.

Traiettorie impossibili - Wanted: Weapons of Fate si presenta come un classico sparatutto in terza persona, la cui principale peculiarità è quella di controllare la traiettoria delle pallottole, vero marchio di fabbrica del franchise, facendole curvare per aggirare gli ostacoli e stanare dalle loro coperture i nemici. In alcuni casi la telecamera segue da vicino il proiettile in tutta la sua mortale parabola, per assistere, con un pizzico di fortuna, ad un headshot altamente spettacolare. I programmatori hanno inoltre implementato diverse altre possibilità, che comprendono lo sparare alla cieca per intimorire gli avversari, l’utilizzo dei nemici come scudi umani e soprattutto la possibilità di eliminare il cattivo di turno con spettacolari mosse utilizzando il coltello.

Azione adrenalinica - Il gameplay, nonostante la sporadica presenza di percorsi alternativi, prevede di procedere avanzando in maniera irrimediabilmente lineare tra un riparo e l'altro, tempestando di piombo i nemici in un vortice adrenalinico di azione continua. Tuttavia, la varietà delle ambientazioni, sebbene create proprio per assecondare questa tipologia di gioco, non riesce a colmare la ripetitività di fondo del gameplay. Il problema principale è che la maggior parte degli scontri richiede unicamente di fare fuoco e avanzare passo dopo passo: ci si rifornisce di munizioni, si trova la copertura più vicina e si continua finché non rimane nulla dei nemici.

Tecnicamente valido - A dispetto di alcune texture un po’ approssimative e di una certa rigidità nei movimenti dei personaggi, il titolo si distingue per una qualità tecnica generale di buon livello. Il motore grafico è in grado di restituire ambienti e personaggi, in particolare i modelli principali, ricchi di dettaglio e ben animati, un buon sistema d’illuminazione ed effetti speciali soddisfacenti. I livelli sono realizzati con cura, hanno una buona varietà e, grazie ad elementi distruttibili come soprammobili vari e persino gli stessi elementi di copertura che cederanno colpo dopo colpo, un discreto livello di interazione. Solo discreto il sonoro, con un doppiaggio in inglese che spicca per la qualità.

Troppo breve - La lacuna più grave del titolo risiede però nella scarsissima longevità. A seconda dell’abilità del giocatore è infatti possibile portare a termine l'intera avventura principale in un arco temporale che va dalle tre alle cinque ore. Davvero troppo poco per un prodotto fondato su buone idee, ma prepotentemente basato su dinamiche già abusate altrove. Inoltre, data l'assenza di una qualsiasi modalità multiplayer, una volta conclusa la vicenda, la spinta a rivestire i panni di Wesley è davvero minima, portando quindi il tasso di rigiocabilità vicino allo zero. Gli unici extra sbloccabili sono rappresentati dalle copertine dei fumetti originali e dai bozzetti di pre-produzione. Davvero un peccato, viste le potenzialità delle idee proposte.

Occasione sprecata - Wanted: Weapons of Fate avrebbe potuto essere un ottimo titolo d'azione: il gameplay è solido e, anche se non particolarmente originale, riesce a padroneggiare le peculiarità del franchise e a intrattenere il giocatore amante del genere, infondendo una buona personalità al prodotto finale. Inoltre il comparto tecnico è sicuramente di buon livello e garantisce alla produzione un ottimo tasso di spettacolarità. È quindi un peccato che il team di sviluppo non abbia provveduto a fornire un'esperienza di gioco più complessa, variegata e soprattutto longeva, visto che il vero grosso difetto del gioco è nella sua brevità: quattro ore sono troppo poche e lasciano l'amaro in bocca per l'occasione sprecata.

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Trailer di lancio

YouTube, 23.03.2009 -

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La recensione di Multiplayer

Il Giudizio Universale, 09.06.2009 - Rete Tre