venerdì, 12 marzo 2010 ore 10:28 (UTC+1)

Il suicidio, atto indolore

Suicide is painless, dal film M*A*S*H

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di Corrado Antonini

Una delle canzoni più fischiettate degli ultimi trenta e più anni è un inno al suicidio. Una melodia che una volta entrata in testa, non vi abbandona più. Si intitola “Suicide is painless”, “il suicidio è indolore”, e il ritornello più o meno recita così: “il suicidio è indolore, porta con sé un sacco di cambiamenti, e lo posso fare oppure no, dipende da me”. Quanto alle strofe, sono quanto di più deprimente si possa immaginare. Dicono: “il gioco della vita è di difficile soluzione, comunque vada, sono destinato a perderlo, un giorno o l’altro pescherò la carta sbagliata, e tutto quello che ho da dire è che il suicidio è indolore”, e così via.

Si tratta, qualcuno di voi l’avrà già intuito, della canzone da cui si è stato tratto il tema principale del film “MASH” di Robert Altman, e che poi, anni dopo, fu riciclato anche per la serie televisiva “MASH”, che, strano a dirsi, ha avuto più fortuna del film che l’ha ispirata. Ma comunque…

La canzone, firmata da Johnny Mandel e dal figlio di Robert Altman, nel film fa da sfondo a una delle scene più irriverenti che il cinema americano è mai stato in grado di concepire.
Uno dei medici dell’ospedale da campo, colto, per la prima volta nella sua lunga vita di amatore, da improvvisa e, teme, definitiva impotenza, decide di farla finita. Vivere con questa vergogna non gli è possibile. I suoi colleghi d’ospedale decidono allora di organizzargli un’ultima cena di gruppo prima dell’agognato trapasso e della quiescenza eterna. L’intento, naturalmente, è quello di prendersi gioco del malcapitato.
Altman filma la scena disponendo gli attori nello stesso modo in cui Leonardo dispose le figure del Cristo e degli apostoli nel suo celebre dipinto dell’ultima cena. In pieno Vietnam, un regista americano decide di filmare una cena in onore di un suicida riproducendo uno dei capolavori dell’arte rinascimentale italiana. Un gesto inaudito, se ci pensate. Spezzato il pane, distribuito il vino, il suicida viene aiutato a sdraiarsi nella sua bara mentre dietro di lui, un cantante di colore intona la melodia di “Suicide is painless”, il suicidio, appunto, è indolore.

A me pare che questa scena sia di un’irriverenza oggi impensabile, e che l’averci pensato allora, quando i ventenni americani venivano mandati a morire in Vietnam, fu una trovata geniale.

Di questo però ricordatevi, e cioè che quando fischiettate questa canzone sotto la doccia, in verità, state fischiettando un inno al suicidio.

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Suicide is painless

Dal film M*A*S*H, 08.03.2010 -

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Il suicidio, atto indolore

Shake your money maker, 08.03.2010 - A cura di Corrado Antonini