Il bacio di Prince
Shake your money maker, 04.01.2010 - A cura di Corrado Antonini
"Kiss", capolavoro senza tempo
Dalla copertina di "Parade"
Imprevedibile ed eclettico, uno degli artisti più imitati degli anni ’80, Prince ci ha regalato, a metà di quel decennio, una delle canzoni più incredibili del suo repertorio: Kiss.
Fermamente ancorata alla tradizione del funk più nero e macerato che ha fatto la fortuna del suo autore, Kiss rappresenta però un passo avanti, una sorta di funk minimale e asessuato che contribuirà, al pari di altre gemme del suo catalogo, a fare di Prince uno dei musicisti più originali degli ultimi decenni.
La prima cosa che balza all’orecchio è la mancanza del basso. Un brano funk senza il basso è come un’orchestra sinfonica senza la sezione violini, o un brano heavy metal senza chitarre. L’assenza del basso è esaltata ancor più dall’ambientazione sostanzialmente spoglia della canzone. Pochissimi strumenti, un funk essenziale, quasi una sintesi estrema del genere. La seconda scelta operata in sala d’incisione da Prince, è stata quella di spogliare il brano da ogni effetto di riverbero, così da conferire alla canzone, oltre all’essenzialità, anche un carattere asciutto da cui solitamente il funk si tiene molto lontano.
La bellezza e il fascino di Kiss risiedono proprio nell’effetto simultaneo di queste due scelte estreme. V’è molto di implicito nella canzone, un non detto che spinge l’ascoltatore ad immaginare quanto non sente e invece dovrebbe poter sentire. Quanto al testo della canzone, è come se venisse esaltato dall’asciuttezza che lo circonda, spogliato e lasciato nudo a raccontare la nitidezza di un bacio.
La scelta estetica di Prince ha un effetto devastante non solo a livello musicale, ma anche, appunto, in termini di contrasto fra il contenuto della canzone, che esprime tutta la sensualità liquida e calorica di Prince, e la messa in musica, senza il contributo maschio del basso, il risparmio strumentale, e con la rarefazione data dall’assenza di riverbero.
Il funk, che è musica umidiccia e sudorosa per eccellenza, in Kiss viene come strizzata e messa ad asciugare. Con la perdita del basso diventa sessualmente ambigua. L’asciuttezza dell’ambiente dà un brivido nuovo, quasi la percezione di un nuovo erotismo, meno declamato e più compresso. Un bacio nuovo, insomma, la sensazione che ogni volta che risentiamo la canzone, non assomiglia a nessun’altra.
Shake your money maker, 04.01.2010 - A cura di Corrado Antonini