"Give peace a chance"
28.12.2009
"Give peace a chance", un inno immortale
John e Yoko
Se un giorno vi capitasse di passare per Montreal, provate a soggiornare al Reine Elizabeth Hotel. L’indirizzo è 900 Boulevard René Levesque West. Prima però assicuratevi che la camera numero 1742 sia libera. È lì che dovete dormire. È una delle camere d’albergo più importanti del rock.
Nella camera 1742 del Reine Elizabeth Hotel di Montreal, dal 25 maggio al 1. giugno del 1969, dormirono, cantarono e con ogni probabilità fecero l’amore John Lennon e Yoko Ono. È una camera grande. Con John e Yoko sotto alle lenzuola, il 31 maggio del 1969, c’erano anche una cinquantina di persone. Erano tutti amici di Lennon, invitati a una delle sedute d’incisione più balorde e improvvisate della storia del rock. Un registratore a quattro piste, due chitarre, un tavolino su cui battere il tempo, le strofe della canzone scribacchiate alla bell’e meglio su dei fogli di carta e distribuite agli astanti affinché si aggregassero sul ritornello. La canzone è Give peace a chance, ovvero: “date una possibilità alla pace”, uno dei capolavori di Lennon. Semplice, istintiva, un felice episodio di arte rudimentale e di baccano comunitario.
John Lennon e Yoko Ono avevano inaugurato una nuova forma di protesta civile: il “bed in”. Niente più manifestazioni di piazza, megafoni, colpi di sole, botte dai poliziotti. La provocazione doveva spingersi oltre, punzecchiare il potere politico lì dove si dimostra più debole: sul piano morale.
Un uomo e una donna a letto di solito fanno cose che riguardano soltanto loro, non il mondo intero. Non si invitano i giornalisti. E se poi si invita qualche amico, a chi non è stato invitato non dovrebbe interessare.
Con John e Yoko, per la prima volta, l’intimità dell’alcova assimila lo slogan di piazza. Pensare che gli attorcigliamenti dell’amplesso potessero in qualche modo influenzare il buono o il cattivo esito della pace nel mondo, rimane una delle provocazioni più geniali del rock.
Non esiste un luogo deputato alla protesta. Ciò che conta è quanta eco riusciremo a suscitare. Un volantino, una strada, un separé, l’importante è che vi siano orecchie per ascoltare.
Ricordate: camera 1742 del Reine Elizabeth Hotel di Montreal. Perché tutto quello che stiamo dicendo è: date una possibilità alla pace.
28.12.2009
Shake your money maker, 28.12.2009