Bahia
22.12.2009
Il jazz fra pudore e raccoglimento
Anouar Brahem
Nato a Halfaouine, nella Medina di Tunisi, il 20 ottobre del 1957, Anouar Brahem è oggi uno dei cavalli di razza della scuderia ECM di Manfred Eicher e una delle figure di spicco della musica araba e del cosiddetto jazz di ispirazione orientale. Formatosi dapprima nel quadro del Conservatorio Nazionale di Musica di Tunisi, Brahem ha poi proseguito lo studio dell'oud (il liuto arabo) con il maestro Ali Sriti, che lo ha introdotto alle più diverse tecniche di improvvisazione presenti nella tradizione musicale araba, in particolare il Maqam e il Taqsim.
Nel 1981 Anouar Brahem si trasferisce a Parigi, dove trova le condizioni ideali per esprimere appieno il suo talento trasversale. Lavora con Maurice Béjart, compone opere originali per cineasti tunisini e collabora a diversi progetti teatrali. È nel corso di quel decennio (al soggiorno parigino farà poi seguito il ritorno in patria, dove continuerà a comporre per i più diversi ambiti artistici) che si sviluppa il suo peculiare universo poetico e la sua sensibilità musicale che pare ancorata ad un passato ancestrale ma che al tempo stesso si muove perfettamente a suo agio nella contemporaneità. Nel 1990 incontra il produttore tedesco Manfred Eicher il quale gli propone di registrare il suo primo disco targato ECM.
Da allora la popolarità di Anouar Brahem si è estesa al mondo intero. Interprete delicato, elegante e discreto, Anouar Brahem ha collaborato con i musicisti più diversi (Barbarose Erköse, Jan Garbarek, Dave Holland, John Surman), forgiando un suo inconfondibile mondo sonoro che sfugge ad ogni catalogazione. "Conte de l'incroyable amour", "Madar", "Khomsa", "Thimar", "Astrakan Café", "Le pas du chat noir", sono i titoli di alcuni suoi dischi firmati con ECM in cui si realizza appieno l'incontro fra il mondo arabo e la cultura occidentale, e dove Brahem raccoglie e riassume la secolare sapienza delle tradizioni musicali arabe assimilandole a una visione che è invece sintonizzata sulla contemporaneità e su un approccio stilisticamente libero da consegne.
22.12.2009
Birdland, 22.12.2009 - A cura di Riccardo Bertoncelli