martedì, 15 dicembre 2009 ore 08:55 (UTC+1)

Buena Vista Social Club in salsa kazaka

Un anti-Borat da 600 mila dollari

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Dagli sciamani alla via della seta, dall'URSS al petrolio, e infine il cinema. Il Kazakhstan, l'ex repubblica sovietica protagonista negli ultimi anni di un vero e proprio boom energetico, oggi vuole affermare la propria identità anche sugli schermi, con un film che sogna di diventare il "Buena Vista Social Club" kazako. E lo fa, anche, con l'aiuto di promotori italiani.

Sono infatti iniziate ad Almaty, la maggiore città ed ex capitale del paese centroasiatico, le riprese di The heritage of nomad music: titolo provvisorio per un film documentario che si propone di "raccontare questo paese e questa gente attraverso la sua musica, una tradizione millenaria e ricchissima", spiega Carlo Siliotto, coautore del progetto col regista Nello Correale, e già candidato nel 2007 al Golden Globe per la colonna sonora di Nomad (primo colossal del Kazakhstan indipendente che ne racconta la mitica fondazione, regia di Sergei Bodrov, Ivan Passer e Talgat Temenov).

The heritage of nomad music è la prima coproduzione cinematografica italo-kazaka della storia. Il budget ammonta a 600 mila dollari. Produttore da parte italiana è la Paneikon di Ugo Adilardi, da parte kazaka i leggendari studios della Kazakh Film di Almaty: qui Stalin negli anni 40, quando i nazisti erano alle porte di Mosca, decise di evacuare e trasferire, per trarli in salvo, i pezzi grossi del cinema sovietico e qualche migliaio di cinelavoratori dai grandi studios MosFilm e Lenfilm. Dziga Vertov, Vsevolod Pudovkin, Sergei Eisenstein: proprio ad Almaty il regista della Corazzata Potiomkin girò l'Infanzia di Ivan, biografia del crudele zar Ivan IV: il primo episodio ricevette il plauso del "piccolo padre", il secondo fu bandito.

L'ultima fermata del kazako Serik Aprymov, girato nel 1989, è considerato dai critici "il primo film della perestrojka". Oggi gli studios vivono una piccola rinascita, parallela a quella dell'economia del paese: ogni anno sono finanziati circa 10 film, anche se il cinema locale fa ancora solo il 3% della distribuzione, dominata dagli USA. In lavorazione attualmente anche un film con Gerard Depardieu. Il governo kazako nel 2009 ha elargito 18.358.500 euro a Kazakhfilm, per interessamento dello stesso presidente Nursultan Nazarbaiev. The heritage of nomad music rientra nella generale riscoperta delle tradizioni locali dopo l'oppressione culturale dell'URSS: e sogna di diventare il "Buena Vista Social Club" kazako.

Come nel film di Wenders, filo conduttore è la musica: strumenti antichissimi ed esotici come i kobis (violini verticali) o il dombra a due corde, musicisti leggendari per gli appassionati del genere come il compositore Kurmangazy, vero eroe nazionale per i kazaki; e tonalità che mescolano, spiega Siliotto che pensa anche a un disco da accludere al film, "influenze centroasiatiche, russe, cinesi, turche, sciamaniche, ma esprimono una personalità musicale unica". L'Asia centrale, ricorda il compositore, è la patria nativa dello sciamanesimo.

Dopo Almaty le riprese esploreranno l'immenso paese delle steppe, da Semipalatinsk col triste ricordo degli esperimenti nucleari sovietici al lago d'Aral a rischio dissecamento, dai ricordi sovietici alla frontiera con la Cina. "Dietro ogni uomo c'è una storia, dietro ogni storia una musica, questa l'idea", conclude Siliotto, ricordando che italiani sono anche il tecnico del suono e il direttore della fotografia (Angelo Marotta). La lavorazione dovrebbe terminare a fine 2010.

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