Long Tall Dexter, 1. parte
05.08.2009
Omaggio a uno dei campioni del bop
Dexter Gordon
Il suono distintivo del sassofono di Dexter Gordon ha accompagnato buona parte della stagione del bop, finendo con l'identificare (soprattutto da un punto di vista timbrico) un certo modo di interpretare e di intendere il jazz a cavallo fra anni '50 e '60. A questo proposito Zoot Sims ha dichiarato: "Dexter ha sempre avuto quel suono grande, fin dall'inizio: è sempre stato un omone, è ragionevole che abbia un bel po' di polmoni".
Dexter Calling, Doin' Alright, Go, Gettin' Around, A swingin' affair, Homecoming: Live at the Village Vanguard (il disco del rientro negli Stati Uniti dopo un lungo soggiorno in Europa), sono alcuni dei titoli che brillano nella sua discografia. Per lungo tempo Dexter Gordon è stato legato contrattualmente alla casa disografica Blue Note, e proprio di quel periodo è la celebre fotografia scattata da Herman Leonard al Royal Roost nel 1948 che contribuirà come poche altre a definire l'iconografia jazz del periodo (e in particolare quella che emanava direttamente dagli studi di registrazione di casa Blue Note).
La carriera di Dexter Gordon fu lunghissima. Precursore dei fasti del be-bop, attraversò poi la stagione dell'hard bop, suonando per ben quindici anni in Europa (Parigi e Copenhagen) negli anni in cui molti jazzisti americani trovarono rifugio artistico nel vecchio continente. Nel '76 poi il ritorno in patria, dove fu finalmente acclamato come uno dei migliori musicisti della sua generazione. Seguirono anni di successo e di rinnovata popolarità, in particolare grazie alla splendida interpretazione nel ruolo del protagonista nel film 'Round midnight di Bertrand Tavernier, ispirato alla vita di Lester Young e Bud Powell (ma in parte anche alla sua).
05.08.2009
05.08.2009