I'm all for you
17.06.2009
Ritratto del grande sassofonista americano
Joe Lovano
Classe 1952, Joe Lovano è nato nel cuore profondo d'America, Cleveland, stato dell'Ohio. C'è una fotografia che lo ritrae bambino mentre già imbraccia un sassofono, prima avvisaglia di una carriera che lo porterà ad essere uno dei musicisti jazz più apprezzati al mondo. La sua esposizione al jazz fu dapprima un fatto "di famiglia". Il padre (Tony "Big T" Lovano) era un suonatore di sassofono tenore, e fu lui a introdurlo a musicisti del calibro di Sonny Stitt, Dizzy Gillespie, Lester Young o Rahsaan Roland Kirk.
Terminate le scuole superiori, Joe Lovano si iscrisse poi alla prestigiosa Berklee School Music di Boston, dove conobbe degli alunni che non tarderanno a segnare di proprio pugno parte della storia del jazz e che, nel tempo, diverranno suoi collaboratori musicali: John Scofield, Bill Frisell e Kenny Werner. Ottenuto il diploma, Lovano trovò un primo ingaggio nel gruppo dell'organista Lonnie Smith. È proprio a fianco di Smith che inciderà le sue prime tracce, seguite da altre importanti scritture, dapprima con Brother Jack McDuff, e poi nell'orchestra di Woody Herman. Il suo nome comincia a circolare nell'ambiente e ben presto lo troviamo impegnato al Village Vanguard il lunedì sera, con l'orchestra di Mel Lewis. Siamo all'inizio degli anni '80 e in quegli stessi mesi collabora con Elvin Jones, Carla Bley, Lee Konitz, Charlie Haden e s'insedia in una delle formazioni che gli darà maggior notorietà a livello internazionale, il nuovo trio di Paul Motian, a fianco dell'amico Bill Frisell.
Gli anni '90 coincidono poi con l'affermazione in qualità di leader. Del 1993 è il disco Universal language che riscuote unanime consenso da parte della critica jazz. Joe Lovano è ormai uno dei sassofonisti più in vista della sua generazione e scopre anche un particolare talento per la composizione. Musicista profondamente ancorato al passato, Lovano rappresenta al tempo stesso la quintessenza del musicista contemporaneo: aperto agli scambi e costantemente alla ricerca di nuovi stimoli per arricchire ed ampliare lo spettro della propria arte. In un ciclo di cinque puntate Claudio Sessa traccia la carriera di un musicista considerato un maestro del jazz contemporaneo, colto in perfetto equilibrio fra ricerca lirica e libera espressione.
17.06.2009
17.06.2009