E settanta di protesta all'insegna della musica folk
Pete Seeger
Dovessimo indicare due fra le più popolari figure del revival della musica folk negli Stati Uniti d'America, diremmo con ogni probabilità Woody Guthrie e Leadbelly. Eppure il repertorio di questi due straordinari interpreti e autori di musica folk si mosse sempre all'interno di una tradizione ben definita. Non furono cioè, a giusto titolo, due rivoluzionari. Potremmo quasi dire che il loro principale merito fu quello di far conoscere una tradizione musicale già esistente a un pubblico più vasto. Chi invece rappresentò per il revival fok un vero e proprio impeto di cambiamento, e questo pur non dispondendo del talento di autore o del carisma di un Woody Guthrie o di un Leadbelly, fu senza dubbio Pete Seeger.
Pete era figlio di Charles Seeger, vero e proprio pioniere nell'ambito degli studi sulle tradizioni musicali popolari d'America, compositore a sua volta, docente universitario in etnomusicologia in un'epoca (inizio anni '20) in cui questo genere d'attività era considerato poco più che una bizzarria caratteriale. La forza e il carattere di assoluta novità che Pete Seeger seppe portare nel mondo della musica folk deriva in massima parte dalle sue origini colte, dal fatto di essere stato figlio di un docente universitario, e di aver quindi goduto della musica folk anzitutto come di un fatto intellettuale, non viscerale com'era invece il caso di Woody Guthrie o di Leadbelly. Pete Seeger è nato nel 1919 a New York, non in una qualche sperduta periferia d'America, ma nonostante questo, grazie al padre, ebbe sin da giovanissimo un'esposizione fortissima alle tradizioni rurali del sud del paese. Il problema però era che, pur con tutta la sua buona volontà, non sarebbe mai riuscito a riprodurre il suono della musica popolare del sud, e quindi il suo approccio alla tradizione fu giocoforza quello di un intellettuale di New York appassionato di musica popolare del sud. Fu questo, paradossalmente, il primo dei suoi meriti, quello cioè di aver dato alla musica folk americana un carattere completamente nuovo, urbano, un ibrido che fece immediatamente presa su una nuova generazione di musicisti, che oltretutto condividevano con lui delle posizioni politiche e sociali molto vicine ai movimenti della sinistra.
Fu dunque lui, Pete Seeger a partire dai primissimi anni '40, a dare al revival folk negli Stati Uniti la direzione che avrebbe poi mantenuto fino ai giorni nostri (passando per la felicissima stagione degli anni '60, cui peraltro Seeger partecipò da protagonista), e a fare del folksinger qualcosa di diverso da un semplice cantante-entertainer. Con Pete Seeger l'interprete di musica folk, per la prima volta nella storia del canto popolare d'America, si faceva interprete di un ideale comunitario di cambiamento sociale attraverso lo strumento della canzone.
Pete Seeger è rimasto fedele ai suoi ideali e alla sua musica per più di cinquant'anni. Messo all'indice negli anni '50 per la sua vicinanza al partito comunista e alle organizzazioni sindacali (oltre che per il suo aperto pacifismo), tornò a rivendicare un ruolo di primissimo piano all'interno della scena folk allorquando dal Greenwich Village di New York prese a muoversi una nuova generazione di autori e cantanti capitanata da Bob Dylan. Paladino del movimento dei diritti civili dei neri, si schierò anche a favore del disarmo globale e, in anni più recenti, si è distinto per l'incessante impegno a favore delle più diverse cause ambientali. Pochi giorni fa, al Madison Square Garden di New York, la festa per i suoi 90 anni ha richiamato decine e decine di musicisti (Arlo Guthrie, Ben Harper, Billy Bragg, Bruce Springsteen, Joan Baez, John Mellencamp, Kris Kristofferson, Ladysmith Black Mambazo, Richie Havens, Taj Mahal), vecchi e nuovi amici, tutti debitori, in un modo o nell'altro, della lezione di uno dei più grandi - se non il più grande - folksinger dell'era moderna.
05.05.2009