Il celebre club londinese compie il mezzo secolo di vita
È uno dei jazz club più popolari d'Europa (e forse del mondo). Ci sono passati un po' tutti, da Bill Evans a Dizzy Gillespie, da Ella Fitzgerald a Sarah Vaughan, passando per i campionissimi del sax tenore: Dexter Gordon, Stan Getz, Coleman Hawkins, Ben Webster o Sonny Rollins. Fu fondato nel 1959 dal sassofonista inglese Ronnie Scott (una vera e propria celebrità sulle scene britanniche degli anni '40 e '50), e prese sede nel quartiere di Soho, con un palcoscenico così piccolo da ospitare a fatica un quartetto di musicisti. Pochi anni dopo il locale si trasferì in Frith Street, a poche centinaia di metri dalla prima "location".
Questo mese il Ronnie Scott's si accinge a festeggiare il mezzo secolo di vita con una serie di concerti che vedranno in scena il cantante Jon Hendricks, il tastierista inglese Georgie Fame, la leggenda del sax Pharoah Sanders, il chitarrista giamaicano Ernest Ranglin, il trio The Bad Plus, la cantante Natalie Williams, il bassista Jack Bruce, il batterista Steve Gadd e molti altri.
Il vero nome di Ronnie Scott era Ronald Schatt, ed era figlio del noto sassofonista e bandleader inglese Joseph Schatt. Tra la fine degli anni '40 e i primi anni '50 il giovane Ronnie visitò più volte New York, e la frequentazione dei locali jazz sulla 52.esima strada gli fece nascere il desiderio di fondare un proprio club di jazz nella nativa Londra. Il sogno diventò realtà il 30 ottobre del 1959, quando con l'amico sassofonista Pete King aprì per l'appunto il Ronnie Scott's jazz club in Gerrard Street, nel quartiere di Soho. Inizialmente l'idea era quella di offrire ai musicisti jazz inglesi la possiblità di suonare assieme di fronte a un pubblico di appassionati, ma ben presto le scritture si estesero anche ai numerosi musicisti americani in visita in Europa.
Fin da subito Scott e King gestirono il locale non da imprenditori ma da veri appassionati. Riuscirono a superare momenti difficili, e in particolare la crisi degli anni '80, quando la maggior parte dei locali jazz, in Europa ma soprattutto negli Stati Uniti, rischiarono la chiusura. Ronnie Scott morì improvvisamente nel 1996 e la gestione passò nelle mani di Pete King fino al 2004, allorquando subentrò l'impresario teatrale Sally Greene. Oggi il Ronnie Scott's rimane uno dei locali jazz più frequentati al mondo, con un programma che accosta le grandi star internazionali a talenti più squisitamente british.
07.10.2009