Spunti per una riflessione
Lavoro precario -
Domenica 14 marzo a Storie Cinema è andato in onda il film di Ken Loach In questo mondo libero, accompagnato dal servizio Call center, di Bruno Bergomi che ripercorre un caso di sfruttamento e lavoro precario nella Svizzera italiana. Ospite in studio il giornalista e scrittore Andrea Bajani, (intervista parte 1, parte 2) autore di Mi spezzo ma non m’impiego, un’inchiesta sul precariato (Einaudi), testo da lui stesso definito come una guida di viaggio…
Mi spezzo ma non m'impiego. Guida di viaggio per lavoratori flessibili
Li chiamano lavoratori precari e invece sono turisti instancabili, viaggiatori sempre pronti a partire per una nuova eccitante vacanza dalla disoccupazione. Sono i lavoratori "atipici", diventati ormai cosi tanti da potersi considerare i più tipi tra i lavoratori in circolazione. Sono gli ex co.co.co., i neo co.pro., le Partite Iva, gli interinali, i tempi determinati. Sono trentenni che vivono come adolescenti tra altri adolescenti, ragazze che nascondono la gravidanza per non perdere il lavoro, uomini e donne non più giovani che finiscono in un call center a dire "Buongiorno sono Marco".
Ancora di Andrea Bajani: Cordiali saluti (romanzo, Einaudi)
Per il protagonista di questo romanzo la vita in azienda significa passare ore a scrivere lettere di licenziamento, trascorrerne altrettante a vedere i colleghi "in esubero" riporre gli oggetti personali dentro piccole scatole, e ricevere premi aziendali per aver licenziato con le parole migliori…
Altra lettura illuminante sul precariato è Una paga da fame della giornalista americana Barbara Ehrenreich, che abbandona il proprio lavoro per calarsi nei panni di cameriera, domestica, commessa e donna delle pulizie. E scoprire sulla sua pelle che nella ricca America (il libro è stato scritto prima della crisi) pur lavorando fino allo stremo e risparmiando il massimo, il rischio è quello di finire a dormire a turno in una misera brandina senza riuscire ad arrivare alla fine del mese. Scritto nonostante tutto con una buona dose di ironia, costellato di episodi vissuti in prima persona, Una paga da fame fa luce sulla vita di milioni di persone malpagate, maltrattate e senza assicurazioni che, per sopravvivere devono addirittura svolgere due lavori. Ma la realtà raccontata in questo libro nel frattempo non ci stupisce più di tanto. Purtroppo.
Cento lavori orrendi - Pensavate che il vostro lavoro fosse stupido o degradante? Vi dicevate pronti ad accettare qualsiasi impiego? Leggete Cento lavori orrendi, di Dan Kieran (Einaudi). Dall’ammazza salmoni al perforatore di torte, cento mestieri possibili, impossibili, terrificanti. Leggi la recensione de Il Sole 24ore.
Stress economy - La RSI si occupa regolarmente del tema lavoro. Il 16 ottobre 2009 Falò ha diffuso un documentario di Matteo Emery e Roberto Von Flüe dal titolo Stress economy. La crescente pressione e precarietà generate dal lavoro – o dalla mancanza di lavoro – hanno delle conseguenze sulla salute.
I funamboli del lavoro -
Negli ultimi 6 mesi nell’ambito di Storie sono andati in onda diversi documentari che parlano di lavoro: A braccia aperte di Stefano Ferrari racconta la storia di Christian, uno dei ragazzi del muretto del Castello di Locarno. Passato difficile, documenti non in regola, niente lavoro, niente appartamento. Da dove cominciare? L’opportunità arriva quando Daniele Chiappini, titolare di una piccola impresa di costruzioni, prende con sé Christian per un periodo di prova in cantiere. Non tutto fila liscio ma da qui, dal lavoro, dal rapporto con gli altri operai e con il datore di lavoro, la vita di Christian riparte. Tifiamo per lui.
Da grande farò l’attore, di Jesse Allaoua ripercorre le esperienze di tre ragazzi partiti dal Ticino alla volta di Los Angeles con l’idea di diventare famosi nel mondo del cinema.
Percorsi di vita di Misha Györik invece entra nelle vite di tre persone che hanno deciso di cambiare radicalmente: Mirco, ex funzionario di banca si dedica ad un percorso spirituale. Jeanette, ex manager nel ramo della telefonia è diventata casara e si è trasferita in montagna. Michele, titolare di un garage, coltiva la passione del funambolismo.
Se questo è un uomo - Anche se l’attualità macina notizie a ritmo serrato, è ancora vivo, crediamo, il ricordo della guerriglia urbana scoppiata a Rosarno. Centinaia di lavoratori extracomunitari impiegati nel settore agricolo in condizioni di estremo sfruttamento e degrado si sono rivoltati. A partire da questi fatti Adriano Sofri ha scritto un testo ispirandosi a Primo Levi. Il testo di Sofri Se questo è un uomo, è stato letto e interpretato da diversi attori, tra i quali Dario Fo, Lella Costa e Gigi Proietti.
Storie, 14.03.2010 - di Bruno Bergomi