I Mondiali di ciclismo, la memoria di Ferdy Kübler
Domenica 20 dicembre a Storie è andato in onda il documentario La bici in rosa girato durante i Mondiali di ciclismo a Mendrisio. Un documentario costruito con la testimonianza delle donne coinvolte a vario titolo in questo grande evento sportivo: cicliste, addette ai lavori, tifose. C’è anche Chiara Evans, moglie del campione Cadel Evans.
«Largo al corrier che rapido disfida la saetta! Largo al progresso alipede, passa la bicicletta». (Guglielmo Camponovo). Lo storico Marco Marcacci ha pubblicato su «Archivio Storico Ticinese» (numero 133, anno 2003) un articolo sullo sport nella Svizzera italiana dall’Ottocento in avanti. E’ interessante scoprire che nella Svizzera italiana lo sport del ciclismo ha fatto la sua comparsa prima di quello del calcio. Se attorno al 1900 non esisteva da noi nessuna squadra di calcio, i velo club erano numerosi quanto le società di ginnastica. Tra il 1890 e il 1900 nascono i velo club di Lugano, Bellinzona, Locarno e Chiasso. Seguono «a ruota», tra il 1900 e il 1910, quelli di Mendrisio, Brissago e Stabio. Ed è esistito anche un velo club delle Tre Valli, a Biasca. Nel 1902 nasce il primo periodico sportivo ticinese: «La rivista. Organo dello sport nella Svizzera italiana». Nel primo numero l’editoriale sottolinea lo sviluppo dello sport nei due decenni precedenti e tra le discipline preferite menziona l’alpinismo, l’automobilismo, il ciclismo, la caccia, la ginnastica e il tiro a segno. In quegli anni lo sport sta diventando un’attività popolare, fatta per piacere e sganciata da referenti politici. La bicicletta, dopo l’invenzione dello sterzo, dei freni, della pedaliera e del meccanismo a catena, diventa l’emblema del progresso tecnologico. Il ciclismo si sviluppa parallelamente all’industria che produce biciclette e che sponsorizza le competizioni per farsi pubblicità. Per sottolineare la vicinanza tra uno sport moderno e tecnologico e un moderno mezzo di comunicazione, Radio Monteceneri per qualche anno promuove la Coppa Pro Radio… Per approfondimenti: Archivio Storico Ticinese.
A proposito di gare: il campione del ciclismo svizzero Ferdy Kübler è in parte debitore a pagnotte e michette. Ferdy infatti da ragazzo si è fatto i polpacci quando lavorava come garzone in una panetteria: ogni giorno percorreva decine di chilometri per consegnare il pane…
Ancora bicicletta: per gli appassionati, segnalo il sito www.ediciclo.it dove trovate manuali, racconti di viaggio, cicloturismo, itinerari per mountain bike, storia del ciclismo ecc. Alcuni esempi? Freschi di stampa: La Svizzera non è un trullo. L'esilarante viaggio in bicicletta dalla Puglia alla patria del cioccolato di Antonio Nebbia. Segui le donne. Da Beirut alla Palestina pedalando per la pace della giornalista Cecilia Gentile. La bici sopra Berlino di Max Mauro: la capitale della Germania in bicicletta. Il doping ecologico. I segreti per vincere con l’allenamento mentale di Omar Beltran. Tra le prossime uscite il secondo libro dello svizzero Claude Marthaler, ospite a Storie il 20 dicembre instancabile viaggiatore che in sella alla sua bici ha girato il mondo: Lo zen e l’arte di andare in bicicletta. La vita e altre forature di un nomade a pedali, questo il titolo. Di Marthaler è stato tradotto anche un altro libro, in cui si racconta il suo viaggio di 122'000 chilometri in 60 paesi, e durato 7 anni: Il canto delle ruote. 7 anni in bicicletta intorno al mondo. Un brevissimo estratto: «Non c’è un itinerario, l’itinerario si fa pedalando. Non si va mai così lontano come quando non si sa dove si sta andando: come se i primi colpi di pedale contenessero tutti gli altri».
Storie, 20.12.2009 - Francesco Jost e Andres Pfaeffli