Un ponte fra Oriente e Occidente
«Sono partito cristiano, mi sono scoperto hindù e ritorno buddhista, senza cessare per questo di essere cristiano».
Questa frase, messa in epigrafe nel sito web di Panikkar, riassume il pensiero del filosofo-sacerdote deceduto il 26 agosto in Spagna all'eta di 91 anni. Nato a Barcellona il 3 novembre 1918 da padre indiano e madre spagnola, Panikkar è considerato il massimo esponente del dialogo interculturale e interreligioso. Laureato in chimica, filosofia e teologia, ha insegnato fino al 1987 filosofia della religione e storia delle religioni all’Università di Harvard e di Santa Barbara. E’ autore di cinquanta opere e di centinaia di articoli accademici, dedicati in gran parte alla fecondazione reciproca tra Oriente e Occidente, tra cristianesimo, buddismo e induismo.
La filosofia di Panikkar è tesa all’integrazione delle diverse dimensioni della realtà, che egli individua nella triade umano-divino-cosmico. In questa sua visione (che egli ha denominato "cosmoteandrica") le tre dimensioni si coappartengono, rimanendo distinte pur senza essere separabili. Panikkar era solito affermare che non esiste un Dio che non sia tale se non per degli uomini: insomma le tre dimensioni– pur essendo perfettamente distinguibili – sono inseparabili: in tal modo Panikkar supera sia la tentazione del monismo sia quella del dualismo (che frattura l’essere in parti incomunicanti).
In questo senso Raimon Panikkar è stato davvero uno dei rari esempi in cui la lucidità della mente ha servito e seguito l'apertura del cuore: in cui la conoscenza del passato e delle tradizioni non è stata vana nostalgia per il tempo che fu, ma "humus" fertile di creatività per il presente e per il futuro; in cui si è miracolosamente dissolta la barriera tra il sacro e il profano; in cui la vita quotidiana e la vita spirituale non sono state due realtà dissociate.
All’indomani della sua morte ricordiamo il filosofo-sacerdote riproponendo 2 preziosissimi incontri realizzati da Werner Weick. Gli incontri, registrati in India e in Spagna, propongono il ritratto appassionante di un uomo che ha saputo, al di là delle teoria e della riflessione filosofica, praticare davvero l’arte, qunado non la religione, del vivere.
Il filo d'oro, 31.01.2001 - a cura di Werner Weick