venerdì, 26 febbraio 2010 ore 14:36 (UTC+1)

Addio ad Ernst Beyeler

Una vita per l'arte

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di Mattia Cavadini

Nato a Basilea nel 1921, Ernst Beyeler è morto all’età di 88 anni. Con la moglie Hilde ha costituito, dal 1945, una delle collezioni artistiche più importanti d’Europa. Vissuto sempre a margine dei grandi centri (Parigi, New York, Londra), Ernest Beyeler è riuscito a farsi conoscere in tutto il mondo per la qualità delle opere che ha presentato e per le esposizioni che ha organizzato dapprima nella sua sua galleria, quindi alla Fondation Beyeler di Riehen.

Mercante d’arte, Ernst Beyeler cominciò a collezionare poco a poco, ascoltando unicamente la passione per l’arte, che lo animava nel profondo. Per lui le opere d'arte erano vita, linfa vitale, da cui non riusciva a separarsi. Un giorno il Barone Thyssen si presentò nella sua galleria, quando il museo Beyeler ancora non esisteva, e gli chiese di vendergli il trittico Nymphéas di Monet (che oggi è una delle attrazioni principali della Fondation). Ma Ernst Beyeler, con grande incredulità del Barone, non lo vendette. “In quel momento le cose erano già chiare”, racconta Ernst Beyeler. “C’erano quadri con cui io e mia moglie volevamo vivere... Anche se all’epoca non potevamo appenderli, erano semplicemente appoggiati al muro, ma erano comunque là. Un sentimento che faceva bene. Un sentimento molto migliore di avere dei soldi in banca.”

Quando poi arrivarono anche i soldi, Ernest Beyeler e la moglie costruirono il museo di Riehen (nei pressi di Basilea), affidando il progetto ad uno degli architetti più famosi al mondo: l'italiano Renzo Piano. Un museo incantevole, che pesca la luce dal cielo e dalle ampie vetrate e che fa dialogare le opera della Fondazione con il paesaggio circostante: prati all’inglese, alberi e uno stagno artificiale.

Nel mondo esistono diversi musei di collezionisti privati, ma nessuno ha la qualità della Fondation Beyeler. Nella collezione trovano spazio circa 200 opere a partire dal tardo impressionismo, con Cézanne, van Gogh e Monet. Si passa poi al cubismo con Picasso e Bracque, quindi ad altre correnti artistiche rappresentate sempre dai loro massimi esponenti, tra cui Mirò, Mondrian, Kandisky, Matisse, Klee, Picasso. Segue l’espressionismo americano, con Rothko e Newman. La raccolta si chiude cronologicamente con lavori di Baselitz, Bacon, Kiefer e Fabro.

Oltre ai maestri dell’arte moderna, la collezione comprende 25 opere di arte primitiva provenienti da Africa, Alaska e Oceania, pezzi che per il loro carattere “astratto” fanno da contrappunto al resto della collezione.

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La Fondazione

Ulisse, 30.10.1999 - di Zoe Salati.
Visita del Museo d'arte della Fondazione Beyeler che raccoglie opere dei più grandi maestri del Novecento in un edifico ideato dall'architetto genovese Renzo Piano.