venerdì, 29 gennaio 2010 ore 06:06 (UTC+1)

È morto Jerome David Salinger

Uno dei più importanti scrittori americani di sempre

Leggi

di Mattia Cavadini

E' morto nella sua casa nel New Hampshire Jerome David Salinger, uno dei più importanti scrittori americani di sempre. Aveva 91 anni e da decenni si era ritirato dalla vita pubblica. Autore de Il Giovane Holden nel 1951, libro che riscosse da subito un enorme successo (e che ancora oggi vende 250mila copie ogni anno solo negli Stati Uniti) Salinger già dal 1965 smise di scrivere e dal 1980 decise di non rilasciare interviste.

Il romanzo Il Giovane Holden, il cui protagonista, Holden Caulfield, rappresenta il prototipo dell'adolescente ribelle e confuso in cerca della verità e dell'innocenza al di fuori dell'artificiale mondo degli adulti, sconvolse sin dalla sua prima uscita il corso della letteratura americana liberando la mano a discepoli come Don De Lillo e Thomas Pynchon. L'ambiente del romanzo è quello medio-alto borghese, con i suoi codici di comportamento, il suo conformismo e la sua assenza di valori.

Un ritratto, quello del giovane Holden, che ha matrice autobiografica. Figlio di una famiglia di commercianti ebrei Salinger si dimostra fin da subito bambino irrequieto, vero disastro a scuola, esattamente come il suo Holden. Prima studia all'Accademia militare di Valley Forge dove si rivela volubile, solitario e pessimo in matematica, poi in un college in Pennsylvania. In seguito accede per un semestre alla Columbia University. Fin dall’adolescenza appassianto scrittore, Salinger tenta di fare accettare i suoi scritti dalla rivista "Story", poi dal "New Yorker", cui spedisce un racconto che ha per protagonista un ragazzo di nome Holden, accompagnandolo con una in una lettera in cui definisce il personaggio "un giovane me stesso".

Dopo la parentesi bellica, quale volontario alle operazioni di sbarco in Normandia (un'esperienza che lo segnerà profondamente), rientrato in America, nel 1948 Salinger propone al New Yorker alcuni racconti. Nel giro di sei mesi gliene vengono pubblicati tre con grande successo di pubblico e critica. Nel 1951 esce Il giovane Holden, romanzo di formazione che si staglia come un’icona nel panorama letterario del XX secolo: innovatativo per l’uso del linguaggio, sferzante nell’accusa sociale, tenero e sincero nel ritratto dell’adolescenza, ironico e spassoso nello sviluppo della trama.

Nel 1953, a seguito di questo strepitoso successo , lo scrittore abbandona la ribalta e si esilia nel rifugio di Cornish, nel New Hampshire. Una ricerca di anonimato che risponde al suo profondo interesse per il misticismo induista e zen: una sorta di adesione totale alla self-obliteration di matrice orientale.

La bibliografia annovera inoltre la silloge "Nove racconti" (1953), incentrata ancora sul mondo dei ragazzi (descritto con sottigliezza, inquietudine e tenerezza) e la saga familiare composta da: “Franny e Zooney” (1961), “Alzate l'architrave, carpentieri!” (1963), e Hapworth 16 (1964). Libri, quest’ultimi, in cui emerge in modo sempre più eloquente l'interesse di Salinger per il buddhismo zen, sia nei temi sia nella scrittura (al contempo sobria e manierata).

Sono, queste, le sue ultimi apparizioni editoriali, cui fa seguito la più rigorosa retraite, lontano il più possibile dalla visibilità: un ritiro durato più di mezzo secolo e interrotto dalla morte occorsa il 28 gennaio 2010.

Ascolta

L'importanza di Salinger

Rete Due, 29.01.2010 -

a cura di Claudio Gorlier, esperto di letteratura americana