mercoledì, 13 gennaio 2010 ore 13:56 (UTC+1)

In ricordo di Eric Rohmer

Il piacere dell'intelligenza

In sintesi

  • Uno degli ultimi registi della Nouvelle Vague
  • Leone d'oro con Le rayon vert
  • Fine osservatore dellasocietà raccontata con apparente leggerezza

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Il regista Eric Rohmer
(foto Keystone)

Spesso definito come il Marivaux o il Musset del cinema francese, Rohmer ha firmato in 50 anni 24 lungometraggi. Nato il 4 aprile 1920 a Tulle, Eric Rohmer (nome d'arte di Jean-Marie Maurice Scherer) è stato professore di lettere prima di consacrarsi al cinema alla fine degli anni '50. Nel 1962 comincia un ciclo di sei film che chiama Contes moraux, racconti morali da osservatore dei comportamenti amorosi e della commedia sociale, che narrano intrighi sentimentali. Negli anni '70, realizza film come La marquise d'O e Perceval le Gallois. Perfetto esempio di cinema d'autore alla francese, scrive da solo i suoi film e non esita a far recitare attori alle prime armi come Fabrice Luchini. Leone d'oro a Venezia per Le rayon vert (1986), che ottenne anche il premio Louis-Delluc, ufficiale delle Arti e delle Lettere, Rohmer ha anche firmato la commedia Trio en mi bémol. Rohmer aveva realizzato il suo ultimo film nel 2007, Les amours d'Astrée et de Céladon, presentato a Venezia, e aveva nell'occasione preannunciato il suo ritiro.

Il nostro ricordo - «Sotto l'apparente leggerezza, Rohmer metteva nei suoi film un rigore che lo situa tra i più grandi registi della storia, e la sua opera è unica», ha detto Thierry Fremaux, delegato generale del festival di Cannes. Un'unicità che ci piace ritrovare nella lunga intervista realizzata nel 1980 per la RSI da Augusta Forni e Fabio Carlini e che vi proponiamo di rivedere.

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Incontro con Eric Rohmer

Incontri, 06.08.1980 - A cura di Fabio Carlini e Augusta Forni

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Il ricordo di Paolo Marocco

L'inserto, Rete Due, 12.01.2010 - L'esperto di cinema francese Paolo Marocco è autore di una monografia dedicata a Rohmer