giovedì, 07 gennaio 2010 ore 16:06 (UTC+1)

In ricordo di Beniamino Placido

Cultura, con ironia

In sintesi

  • Studioso di letteratura americana
  • Critico televisivo
  • Firma storica del quotidiano "La Repubblica"

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di Enrico Lombardi

Americanista, giornalista, critico televisivo, è morto Beniamino Placido, firma storica del quotidiano "La Repubblica". Da tempo era ammalato e sofferente, ma aveva comunque voluto trasferirsi, lasciando l’Italia due mesi fa, nella sua nuova casa di Cambridge.

Firma storica del quotidiano "La Repubblica" - Scompare, con lui, una delle grandi firme del giornalismo italiano, di quel “giornalismo culturale” che sapeva toccare con competenza, acutezza, finezza ed intelligenza, i punti cruciali, i nervi scoperti del dibattito contemporaneo, fondandosi su una profondissima competenza, capace di scandagliare, senza riserve o falsa presunzione, anche gli ambiti considerati più popolari e quotidiani. Non a caso Placido, che aveva ottenuto la cattedra di Letteratura Americana all’Università La Sapienza di Roma, poteva tranquillamente scrivere lunghi articoli sul calcio (da appassionato cultore e tifoso juventino), e soprattutto poteva divenire, come è divenuto a tutti gli effetti, il maggior critico televisivo degli anni Ottanta-Novanta, firmando una celeberrima rubrica, “A parer mio” per il quotidiano “La Repubblica”, di cui fu, dall’inizio, una delle colonne portanti.

Dentro le cose della contemporaneità - Un uomo di cultura, insomma, attento al linguaggio della contemporaneità, curioso e desideroso di capire, osservandolo e criticandolo, il mondo che lo circondava, sempre con un tono leggero, pieno di ironia. Quello stile che lo portò anche dritto dritto dentro la televisione, a dar vita ad alcune serie di programmi (si pensi a “Eppur si muove”, RAI, 1994) costituendo con Guglielmi (direttore di RAI 3) e con Corrado Augias, conduttore di diversi appuntamenti televisivi dedicati ai libri, una sorta di “avamposto” culturale disposto ad impugnare il linguaggio divulgativo, “basso”, televisivo, per immettervi un po’ di divertita intelligenza e profondità prospettica. Quei tratti che, col passare degli anni, sembrano ormai irrimediabilmente perduti in un panorama mediatico sempre più involgarito.

Le due nostre interviste - Proponiamo qui, a ricordo di Beniamino Placido, due lunghe interviste, realizzate nel 1987 da Gianni Delli Ponti e nel 1998 da Michele Fazioli. Due occasioni, di raro spessore, per incontrare un vero “uomo di cultura” dalla sottile intelligenza e dall’ inconfondibile ironia.

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Intervista a Beniamino Placido

Carta Bianca, 12.02.1987 - a cura di Gianni delli Ponti