Rischia di andare in fumo la proiezione
Allarme incendio (falso) ad una proiezione stampa
Il direttore della Mostra Marco Müller, da sempre dedito al vezzo di inserire un film sorpresa nella competizione ufficiale, quest'anno ha rischiato di fare e ricevere sorpresa doppia. Un principio d'incendio nella Sala Darsena, dopo mezz'ora dell'unica proiezione stampa, ha scatenato un (calmo e controllato) fuggi fuggi generale. Il film è ripreso con parecchio ritardo, ma a quel punto molti se ne erano andati.
Il film sorpresa qual è? I giornalisti iniziano a chiederselo dal primo mattino, durante la consueta lunga coda per entrare alla proiezione delle 9 (fuori concorso: Ermanno Olmi e il suo Il villaggio di cartone). Tra i forzati dell'attesa inizia a girare la voce che l'autore portato alla chetichella dal buon Müller sia il filippino Brillante Mendoza, ottimo autore che ha già stupito Cannes con un paio di film duri e molto riusciti. Quando ben bene però il rumor ha attecchito come si deve, salta fuori che Mendoza non c'entra niente: la proiezione dell'ultima ora riguarda invece il cinese People Mountain People Sea di Cai Shangjun. Marco Müller che sceglie un cinese? Non l'avremmo mai immaginato.
Detto questo si entra tutti allegramente in sala a scoprire di che si tratta. 19.30, puntuale arriva il Müller, applausi, e con lui il regista del film, applausi doppi. Di solito alle visioni stampa l'autore non si concede, va alla proiezione ufficiale, ma qui trattandosi del film sorpresa evidentemente una comparsata ci sta. Inizia il film: un giovane in moto dà un passaggio ad un altro giovane. Che dopo un momento lo accoltella, lo uccide, gli ruba la moto. Entra in scena il fratello del defunto che compie un lungo viaggio sulle tracce dell'assassino, che si scopre essere appena uscito di prigione. Intorno c'è una Cina disastrata e piena di cantieri, con case fatiscenti e tanto squallore. Già vista in parecchi altri film, tra cui un Leone d'oro di non molti anni fa. Film comunque che pare interessante. Ma che succede? Odore di bruciato. Fumo. Si alza qualcuno, in dieci corrono verso il lato, la sala si svuota. Non starà mica bruciando tutto? Tanto più che la Sala Darsena è di legno. Per prudenza meglio darsela a gambe.
In effetti il fumo c'è e il puzzo è acre. Arrivano i pompieri a controllare. "La proiezione riprenderà appena possibile" dice la voce femminile. Dopo un po' si prosegue, facendo slittare di un'oretta i film successivi, The Moth Diaries di Mary Harron (quella di American Psycho) fuori concorso e l'atteso, temuto, negato a Locarno 4:44 Last Day on Earth di Abel Ferrara. Che inizia a mezzanotte meno dieci. Con la sala comunque piena. That's Entertainment. La dura vita dei critici inizia al mattino presto e finisce a notte fonda, con pure il rischio di finire affumicati come aringhe. Però non scherziamo: come diceva quel tale, è sempre meglio che lavorare.