Trailer del film
05.03.2011
Russel Crowe pronto a tutto per amore nel nuovo thriller di Paul Haggis
Russell Crowe in una scena del film
Un film di Paul Haggis. Con Russell Crowe, Elizabeth Banks, Brian Dennehy, Lennie James, Olivia Wilde.
Drammatico, durata 122 min - USA/Francia 2010 - Lionsgate
Professore universitario di letteratura tenta disperatamente di fare evadere dal carcere la moglie accusata ingiustamente di omicidio? Perché no, anche se quella dell'innocente che non sa più a che santo votarsi per districarsi da un complesso perverso di circostanze non è proprio una novità.
Più curioso, il fatto che questo film sicuramente onesto e pure coinvolgente sia firmato non da un bravo professionista in cerca di conferme rassicuranti, ma da una delle personalità più in vista da alcuni anni, Paul Haggis. Sceneggiatore di Clint Eastwood, quindi regista, con lo splendido (proprio per una melanconia alla Clint) e complesso (per l'energia della costruzione corale) esordio di Crash (2005). Cui farà seguito, nel 2007, Nella valle di Elah, più lineare, per altri già involutivo, comunque alimentato da un tema di costante attualità come le conseguenze della guerra nelle successive epoca di cosiddetta pace.
Reso forse prudente dall'incerta accoglienza riservata a quel film, Haggis sembra ora volere andare sul sicuro. Riprende un thriller francese efficace e elegante ma che, insomma, si poteva lasciare anche dove si trovava (Pour elle di Fred Cavayé, 2008) e l'americanizza, lo normalizza (proprio come non era nelle sue abitudini), lisciandolo a dovere. Perché quella del rispettabile professore che si trasforma in re dell'evasione è una storia che lievita sicuramente su una forza d'identificazione fuori dal comune, la presenza di Russell Crowe. Uomo qualunque, poveraccio coinvolto in faccende più grosse di sé che lo toccano però nell'intimo, come lo erano tanti innocenti/colpevoli "hitchcokiani": di conseguenza, perfetto per conquistarsi la simpatia di ogni spettatore. Anche quando le peripezie che gli si parano progressivamente innanzi si fanno vieppiù arzigogolate.
Non è infatti la verosimiglianza il punto forte di The next three days. Piuttosto, oltre un mestiere che permette riferimenti di genere e una bella tensione drammatica, un'adesione, quasi fisica, a quel Russell Crowe appesantito dai suoi tempi di gladiatore. Ma, anche per questo, tutto da sostenere.
05.03.2011
Buio in sala, 11.04.2011 -
Rete Tre