È il primo verdetto in materia emesso in Ticino
(foto Keystone)
Si chiamano “peer to peer”. Sono i software che, basandosi sul principio della condivisione in rete, permettono di ottenere gratuitamente materiale audio e video. “Condivisione”. Proprio qui sta il problema: scaricare file da Internet – recita la legge sui diritti d’autore - non è vietato; condividerli con gli altri sì. Anche se per pochi istanti (quelli necessari ad acquisirli) ed anche se è il programma stesso a imporlo all’utente, trasferendo automaticamente brani, immagini e filmati nelle cartelle dette appunto di “condivisione”.
Si tratta di un'infrazione alla legge federale sul diritto d’autore e sui diritti di protezione affini. Reato per il quale, nei giorni scorsi, il sostituto procuratore Amos Pagnamenta ha emesso la prima condanna in Ticino; una delle pochissime pronunciate finora in Svizzera. Il decreto d’accusa è stato intimato a una 18enne del Locarnese, che era entrata in possesso di qualcosa come 270 film e oltre 4'200 canzoni. Contro di lei Pagnamenta ha proposto 30 aliquote sospese condizionalmente per due anni e una multa di 400 franchi. La giovane non ha impugnato la decisione. Il decreto farà dunque, da subito, giurisprudenza. Un monito per tutti gli amanti dei “peer to peer”. Chiunque può cadere nelle maglie degli inquirenti: basta la segnalazione di una delle società addette alla tutela dei diritti d’autore.