Domenica 12 febbraio, 15:24

Il giorno della verità per la Eternit

Lunedì l'attesa sentenza a Torino, chiesti 20 anni

Vent’anni di reclusione. Questa la pena chiesta dall’accusa per i proprietari della Eternit, il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e il barone belga Louis de Cartier. Sono accusati di disastro ambientale e omissione dolosa di cautele sul posto di lavoro, in relazione alla produzione della fibra di amianto e cemento, ritenuta responsabile della morte per mesotelioma di almeno tremila persone in Italia.

1'800 morti sospette

Eternit aveva quattro impianti sul territorio italiano, uno dei quali a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, attivo fino alla metà degli anni 80. Solo in questa città, dal 1947 a oggi, i morti a causa dell’amianto sono stati circa 1800 e il picco di decessi è previsto nel 2020. L’inchiesta è stata curata dal procuratore Raffaele Guariniello, e riguarda quasi tremila persone che sono decedute o si sono ammalate a causa della fibra cancerogena.

Nella giornata di lunedi 13, al tribunale di Torino, è attesa la sentenza, al termine di un processo durato oltre due anni. I due ex proprietari della Eternit non hanno mai partecipato alle udienze, e pochi giorni fa il comune di Casale ha rifiutato una offerta di 18 milioni di euro da parte di Schmidheiny, per ritirarsi dal processo, ma in passato almeno 700 persone hanno già raggiunto un accordo con il miliardario svizzero per un totale di circa 20 milioni di euro.

Occhi del mondo puntati su Torino

Il processo di Torino è il primo di rilevanza internazionale, seguito con attenzione anche dalla Francia (dove l’amianto è ritenuto responsabile di almeno il 10% delle morti di cancro al polmone e del decesso di almeno 100 mila persone nei prossimi 15 anni), dal Belgio (dove poche settimane fa Eternit è stata condannata a risarcire con 250 mila euro gli eredi di una operaio morto per mesotelioma, e dove il giudice ha parlato dell’ “incredibile cinismo” e della “caccia al profitto” dei dirigenti dell’azienda) e dalla Svizzera.

Nel suo volume-inchiesta “Amiante & Eternit, fortunes et forfaitures”, Maria Roselli, scrittrice di Zurigo, ricorda che sul territorio elvetico sono registrati ogni anno 80 casi di malattia causati dall’esposizione all’amianto, e la SUVA sostiene che nei prossimi 15 anni moriranno circa 3000 persone per questa ragione. Pochi sono coloro che, colpiti dal mesotelioma e con una speranza di vita che varia tra i 6 e i 18 mesi, decidono di battersi per ottenere risarcimenti.

Amianto in tutto il mondo

Nel mondo, secondo i dati del British Geological Survey, sono state prodotte 2 milioni di tonnellate di amianto, soprattutto in nazioni come Russia, Canada (che ha annunciato il blocco delle esportazioni), Cina, Brasile e Kazakhstan. Un dato di estrazione stabile negli ultimi cinque anni.

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