Venerdì 12 ottobre, 20:04
Dopo le dimissioni rassegnate giovedì da alcuni esponenti leghisti, tutti i 15 assessori della Giunta regionale della Lombardia hanno rinunciato alla carica. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l'arresto dell'assessore Domenico Zambetti (PdL).
Durante l'ultima riunione della Giunta, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, ringraziando i dimissionari per il lavoro svolto, ha sottolineato che il loro gesto non nasconde un cattivo operato dell'esecutivo lombardo.
Fino all'insediamento della nuova Giunta, i 15 assessori e i sottosegretari rimarranno comunque in carica per le attività di ordinaria amministrazione. "Una soluzione che - come indicato dalla titolare dell'Istruzione (ed esponente del PdL) Valentina Aprea - consente alla Regione di andare avanti e concludere la legislatura".
Il governatore lombardo, Roberto Formigoni, siglata la tregua con la Lega Nord, guarda già alla scadenza naturale del suo mandato, ossia il 2015. Una convinzione che però sembra avere poche possibilità di realizzarsi a sentire le dichiarazioni del Carroccio. Infatti, oltre alle dimissioni dello stesso Formigoni, la Lega chiede il voto anticipato già in aprile.
Nella serata di venerdì, Formigoni ha poi assicurato che il rimpasto all'interno della Giunta regionale avverrà nel giro di due settimane, anche per dare "un forte segno di discontinuità" dopo l'arresto dell'assessore Zambetti, accusato di aver comprato voti dalla 'Ndrangheta. Secondo il governatore lombardo il nuovo esecutivo regionale potrebbe anche contare meno assessori; si parla di 10 o 12.