Domenica 07 ottobre, 14:12
Svastiche tatuate sulle braccia, saluti nazisti, inni alla purezza razziale postati su Facebook: nell’esercito svizzero prestano servizio decine di militari che fanno parte di organizzazioni di estrema destra, che spesso, per colpa di un vuoto legislativo avanzano indisturbati nella gerarchia militare.
Un fenomeno noto da tempo, che torna in prima pagina grazie a un’inchiesta della Sonntagszeitung. Ora però la politica - da destra a sinistra - vuole agire.
Per la presidente della commissione di sicurezza del nazionale Chantal Galladé, questi militari costituiscono una minaccia per la sicurezza nazionale, danneggiano la credibilità dell'esercito e pertanto vanno espulsi dal grigioverde. Non si parla infatti di semplici reclute, ma anche di sottoufficiali o addirittura ufficiali dell'esercito.
Il caso più eclatante è quello di Dominic Lüthard, presidente dello PNOS, partito nazionalista che non nasconde le sue simpatie neonaziste. L'esercito è cosciente del problema, ma per sanzionarlo e arginarlo - oltre che di una modifica di legge - avrebbe bisogno anche di più risorse per controllare quello che i militi fanno nel loro tempo libero e quello che postano sui loro profili Facebook.