Venerdì 28 settembre, 16:55
Il giovane picchiatore asconese, processato a Lugano per una serie di gravi episodi di violenza, fra i quali un'aggressione a sprangate al Rabadan e il ferimento di un controllore delle FART, è stato condannato a due anni di carcere per lesioni gravi ma non sconterà nemmeno un giorno di carcere, in virtù della sospensione condizionale della pena.
L’imputato, condannato in precedenza per pestaggi vari per futili motivi che avevano causato anche lesioni permanenti alle vittime (due fratelli sprangati durante il carnevale a Bellinzona e una coppia gay malmenata a Castione nel 2006 e un ragazzo cui ha rotto la mascella nel suo appartamento a Bironico l’anno successivo) sembrava essersi redento. Aveva seguito una terapia psicologica e trovato un lavoro all’estero.
Le misure sostitutive sembravano aver funzionato, fino allo scorso novembre quando sferrò una violenta testata a un controllore delle FART procurandogli serie ferite.
Ma nonostante questi precedenti e il comportamento processuale (l'accusa ritiene che non abbia preso coscienza dell'accaduto) che avevano convinto la procuratrice pubblica Chiara Borrelli a chiedere due anni di prigione di cui uno da espiare, la corte presieduta dal giudice Claudio Zali ha deciso di applicare il beneficio della condizionale alla pena. La giurisprudenza, è stato sottolineato, non consente di fare altrimenti. La difesa aveva invece proposto una sostanziosa riduzione di pena.