Mercoledì 05 settembre, 16:49
Si aggrava il bilancio dei bombardamenti compiuti stamani poco prima dell'alba su Aleppo dall'aviazione governativa siriana. Citati dai Comitati di coordinamento locali, i
residenti dei vari quartieri colpiti riferiscono di 113 uccisi oggi in Siria, in maggioranza donne e bambini.
Nel dettaglio, 58 uccisi si contano ad Aleppo, 22 a Damasco e nei suoi sobborghi, 16 nella regione di Dayr az Zor, 10 in quella di Homs, 5 in quella di Idlib e 2 ad Hama.
Le fonti precisano che la metà delle persone uccise abitavano ad Aleppo dove un'intera palazzina è crollata sotto i colpi delle bombe e che 10 persone, tra cui 7 bambini sono morti. Altre abitazioni civili sono state colpite a Bab Ayadin (5 uccisi) e Bab Nairab, dove si contano 10 uccisi di cui 7 bambini e 3 donne. I Comitati diffondono una lista delle vittime finora identificate con le loro generalità e i link a numerosi video amatoriali che mostrano il tentativo dei residenti di estrarre i corpi dalle macerie dei palazzi e ad altri filmati che mostrano le salme delle persone uccise.
Il corrispondente della CNN ad Aleppo ha confermato il bombardamento aereo sulla città e documentato in un video la morte di bambini: 9 di loro, tra i 4 e gli 11 anni, sono
stati uccisi quando le bombe hanno distrutto una abitazione nel quartiere al-Sharaa.
Faccio appello al regime siriano affinché fermi il bagno di sangue»: così si è espresso il presidente egiziano Mohamed Morsi intervenendo alla riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi arabi al Cairo. Morsi ha poi esortato i Paesi arabi a «fare di più» e
pronosticato che «il regime di Damasco non durerà ancora per molto», prima di annunciare la prossima creazione di un quartetto di mediatori internazionali composto da esponenti di Egitto, Turchia, Arabia saudita e Iran. Da Ankara, il premier turco Tayyip Erdogan ha detto che il governo siriano ha creato «uno Stato terroristico».