Martedì 14 agosto, 20:38
La Commissione dell'economia e dei tributi del Nazionale è molto critica sull’accordo con la Francia che attribuisce la competenza fiscale a Parigi sugli eredi di cittadini transalpini residenti in Svizzera. I commissari ritengono che a queste condizioni sia preferibile rinunciare all'intesa.
Nelle ultime settimane questo aspetto dell'accordo ha suscitato vive reazioni, soprattutto dalla Romandia, dove risiedono centomila francesi che si vedrebbero penalizzati dalle nuove disposizioni.
Secondo quanto riferito dal suo presidente, Christophe Darbellay (PPD), la commissione reputa che tale accordo avvantaggi solo la Francia e sia quindi "forse meglio non avere un'intesa piuttosto che una pessima intesa". Gli stessi Direttori cantonali delle finanze avevano recentemente affermato che il nuovo testo intacca la sovranità della Confederazione in materia fiscale.
Da parte sua la Francia aveva domandato lo scorso 28 giugno di rinegoziare le norme del 1953, minacciando di denunciarle nel caso in cui le sue richieste non fossero accolte. La Svizzera è venuta incontro a tali esigenze sottoscrivendo lo scorso mese la convenzione.
I dettagli del documento sottoscritto non sono stati divulgati ma si è venuto comunque a sapere che gli eredi di immobili domiciliati in Francia verrebbero tassati col diritto francese, anche se il parente deceduto viveva in Svizzera. Attualmente, gli eredi vengono tassati sulla base del diritto elvetico (sempre che i cantoni non abbiano abolito la tassa di successione) e le aliquote applicate in Francia sulle eredità sono più elevate di quelle esistenti nella Confederazione.