Giovedì 09 agosto, 21:34
Tensione in Russia, a San Pietroburgo, dove giovedì sera era previsto il concerto di Madonna dopo gli insulti del vicepremier Dimitri Rogozin (“è una ex p....”) e dopo che gli ultraortodossi hanno bruciato magliette e foto con la sua immagine.
Cremlino e autorità religiose non hanno risparmiato in questi giorni violenti attacchi contro la cantante statunitense per la solidarietà espressa in favore del gruppo punk Pussy Riot (in carcere per un’esibizione anti Putin) e dei gay, discriminati dalle leggi russe. «Ogni ex p... tende a dare in giro lezioni di morale, in particolare quando si trova in tournee all'estero», ha replicato Rogozin su twitter all'appello lanciato da Madonna per la scarcerazione delle tre cantanti punk.
Nel concerto del 7 agosto a Mosca l’artista di origine italiana ha evocato il contestato processo alle tre giovani componenti di Pussy Riot (accusate di teppismo e odio religioso per aver recitato una dissacratoria preghiera pubblica contro il presidente Vladimir Putin nella cattedrale ortodossa di Cristo Salvatore) definendole «coraggiose» e chiedendone il rilascio, pur con la premessa di non voler «mancare di rispetto al governo russo né alla Chiesa».
Ma la cantante è sotto il tiro anche di parte della comunità omosessuale locale che per bocca del leader dell'organizzazione Gay Russia Iuri Gabrikov l'ha accusata di «ipocrisia». «Non è sufficiente dire qualche parola in favore degli omosessuali tra due canzoni durante un concerto», ha detto. Avrebbe piuttosto «dovuto annullare il concerto» quando in febbraio entrò in vigore la legge.