Mercoledì 01 agosto, 12:10

"Manteniamo lo sguardo sulla crisi"

Widmer-Schlumpf insiste sui pericoli della crisi UE

Nel suo discorso ufficiale per la Festa nazionale a Juf, nel cantone dei Grigioni, la presidente della Confederazione ha insistito oggi sui pericoli della crisi della zona euro, poiché "se l'Europa cede, la Svizzera si troverà a dover lottare da sola".

Nel corso dell'allocuzione, trasmessa da radio e televisione, Eveline Widmer-Schlumpf ha affermato che il mondo, in particolare quello dell'economia e della finanza, è diventato imprevedibile. Per la consigliera federale "sarà necessario offrire un'àncora di salvezza a sostegno delle banche e dell'euro ed erigere baluardi contro la crisi".

In Svizzera aleggia lo spirito della libertà, della democrazia e della pace

La presidente della Confederazione ha poi esortato a non ignorare la crisi ma ad affrontarla: "come riuscire, anche nei momenti difficili, a mantenere uno sguardo lungimirante? Di sicuro non distogliendo lo sguardo, ma contribuendo a consolidare gli argini, nel nostro paese e in Europa. Viviamo in un paese in cui aleggia lo spirito della libertà, della democrazia e della pace, e di questo siamo riconoscenti".

Nuove sfide ci attendono

Questi punti di forza dovranno essere utilizzati per affrontare nuove sfide, come quelle legate alla demografia. "La nostra economia dipende dalla manodopera estera, il che costituisce uno dei motivi principali dell'immigrazione avvenuta negli scorsi anni. Nel corso di questa estate la Svizzera raggiungerà per la prima volta la soglia degli otto milioni di abitanti. La crescita demografica ci pone di fronte a grandi sfide, per esempio nell'ambito delle infrastrutture di trasporto, della previdenza sanitaria, nel settore
sociale o sul posto di lavoro".

La scelta di Juf non è casuale

La ministra grigionese ha anche sottolineato come la scelta del luogo del suo discorso non sia casuale. "Juf è la località più alta d'Europa ad essere abitata tutto l'anno. Da qui la vista spazia lontano: sulla valle, sulle montagne, ma anche al di là della valle e delle montagne. Riusciamo quindi ad avere un'apertura tale da permetterci di prendere le distanze e vedere le connessioni di cui spesso, presi dai nostri problemi quotidiani, perdiamo la visione".

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