Martedì 31 luglio, 10:04

"È anche lei una vittima"

Delitto di Daro, tocca alla difesa della vedova

"Accostandomi a questa tragedia non ho potuto fare a meno di andare con la memoria a una delle grandi tragedie greche": così l'avvocato Pietro Pellegrini, difensore della donna accusata di essere la mente del delitto di Daro, ha iniziato la sua arringa difensiva.

"Confido che sarà considerata innocente"

Questa tragedia - ha poi continuato - si è però concretizzata "in un contesto paesano "lasciandoci tutti sgomenti." Pellegrini ha poi voluto dedicare un pensiero alla vittima, ricordando però che ce ne è anche un'altra in aula: l'imputata. "E io confido che fino alla fine di questo dibattimento venga considerata innocente".

"Pensiamo a quello che sta vivendo e immaginiamo quali sentimenti sta provando", ha poi detto, ricordando che il figlio ha dichiarato di non volere più avere contatti con lei.

"Il minorenne non è succube"

Non senza ricordare che la donna non è così severa come sembra, il legale è poi passato all'esame della vicenda. La donna fu la mente del delitto e diede l'ordine al figlio? "Tutto ciò è totalmente inverosimile" ha detto Pellegrini: "tale pensiero non può incorrere nella mente di una madre!". Anche ammettendo che un tale ordine sia stato dato - ha poi incalzato - "tutto ciò non è credibile perché un minorenne di 17 anni non è succube della madre". L'avvocato ha pure ricordato che la donna avrebbe potuto agevolmente sottrarsi al procedimento penale, cosa che non ha fatto.

Movente "inverosimile"

È stata lunga la parentesi dedicata al movente: "Il pp dice che la donna ha fatto uccidere il marito con lo scopo particolarmente perverso di poter restare in Svizzera, ma qui è vero il contrario: se avesse voluto restare doveva sperare che l'uomo restasse in vita". La giurisprudenza prevede infatti il rinvio in caso di decesso, ha precisato il legale, e questo la donna lo sapeva.

Pellegrini ha inoltre contestato il collegamento dell'omicidio con la polizza assicurativa contratta dal marito. "L'appropriazione indebita presuppone l'intenzionalità, ma qui non è il caso: la donna è andata in buona fede a prelevare l'importo. A questo va aggiunto che avrebbe incassato poche migliaia di franchi - al massimo un quarto della polizza, circa 3'500 franchi - e quindi vi sarebbe stato un enorme sproporzione con il rischio assunto".

Sentenza forse venerdì

Dopo l'intervento difensivo dell'avvocato Pellegrini sarà la volta delle repliche e delle controrepliche, poi sarà la volta dell'attesissima sentenza che potrebbe slittare addirittura su venerdì.

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