Martedì 24 luglio, 16:10

Stato-mafia, chiesti 12 rinvii a giudizio

Tra gli indagati anche gli ex-ministri Mancino e Dell'Utri

I PM di Palermo hanno firmato la richiesta di rinvio a giudizio dei 12 indagati per la trattativa Stato-mafia tra i quali l'ex presidente del Senato Nicola Mancino, l'ex ministro Calogero Mannino e capi mafia tra i quali Riina, Brusca e Provenzano.

La richiesta sarà trasmessa al giudice per le indagini preliminari (GIP) nelle prossime ore.

La richiesta di rinvio a giudizio firmata dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia e dai PM Nino Di Matteo, Lia Sava e Francesco Del Bene e vistata ma non firmata dal procuratore, riguarda i capimafia Totò Riina, Giovanni Brusca, Nino Cinà, Leoluca Bagarella e Bernardo Provenzano.

Il processo verrà richiesto anche per il figlio dell'ex sindaco Vito Ciancimino, Massimo, per il generale dei carabinieri, Mario Mori, per l'ex capitano dell'Arma, Giuseppe De Donno e per l'ex capo del Ros, Antonio Subranni.

I capi di accusa

L'istanza riguarda, inoltre, l'ex ministro dell'Interno, Nicola Mancino, il senatore del Popolo della Libertà (PDL), Marcello Dell'Utri e l'ex ministro Calogero Mannino.
Gli imputati sono accusati a vario titolo di violenza o minaccia a corpo politico dello Stato e concorso in associazione mafiosa. Mancino risponde di falsa testimonianza e Ciancimino, oltre che di concorso in associazione mafiosa, di calunnia.

Cos'è la trattativa Stato-mafia?

La cosiddetta trattativa tra stato e mafia è quanto gli inquirenti suppongono sia avvenuto nei primi anni 90, dopo alcuni attentati-bomba. In sostanza si ipotizza che vi furono degli accordi o dei tentativi di accordi per far cessare le stragi in cambio di una riduzione delle misure di detenzione applicate ai mafiosi.

Articoli correlati:

altre notizie

Vuoi partecipare?

Shop online

Link

RSI Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR logotipo