Lunedì 09 luglio, 19:50
Lo spoglio delle prime elezioni politiche in Libia dopo decenni di dittatura potrebbe durare ancora quattro o cinque giorni, ma le prime indicazioni confermano la vittoria dei moderati sugli islamici, perlomeno in due circoscrizioni dell’ovest; a Misurata invece è accaduto il contrario.
Le prime stime divulgate questa sera dalla Commissione elettorale si riferiscono agli 80 seggi della futura Assemblea, riservati alle liste dei partiti politici, ma la tendenza dovrebbe essere la stessa anche per i 120 seggi destinati ai candidati individuali.
A Janzour, nella periferia di Tripoli, l'Alleanza delle forze nazionali, guidata da Mahmud Jibril (ex premier del Comitato nazionale di transizione), ha ottenuto una vittoria schiacciante con 26’798 voti contro i 2’423 del Partito giustizia e costruzione (Fratelli musulmani), giunto secondo. Risultati senza appello anche a Zlitan, vicino a Misurata, dopo lo scrutinio del 74% dei voti: 19’273 preferenze per i moderati (o liberali) dell'Alleanza contro 5’626 per il PGC.
A Misurata invece ha vinto l'Unione per la patria, una piccola formazione guidata da una personalità locale, seguita dal PGC e dal Fronte nazionale (islamici); solo quarta l'Alleanza.
Il tasso di partecipazione alle elezioni politiche dello scorso sabato è stato di circa il 60% degli aventi diritto (ca. 1,6 milioni di elettori). Lo ha comunicato il presidente Nuri al Abbar. La Libia è il primo paese della Primavera araba che si appresta a vedere gli islamici sconfitti alle urne, anche se non sembrano destinati a restare fuori dai giochi.