Lunedì 09 luglio, 16:22
È braccio di ferro tra Mohammed Morsi e la Corte costituzionale egiziana: stamattina il presidente ha deciso di ricongiungere il Parlamento, convocandolo per domani, ma nel pomeriggio i giudici hanno ribadito la loro posizione, ossia che il Legislativo, dominato dalle forze islamiste, deve restare sciolto.
Intanto davanti alla sede dell'Assemblea del popolo si sono verificati scontri tra sostenitori del presidente Morsi e oppositori, che minacciano di impedire l’ingresso in aula dei parlamentari, qualora questi dovessero decidere di obbedire all’appello del presidente.
Lo scioglimento del Parlamento era stato imposto il 15 giugno dal Consiglio supremo militare, sulla base di una sentenza della Corte costituzionale, che in gennaio – durante le prime elezioni libere – aveva riscontrato l’inadeguatezza di alcune norme della legge elettorale.
Il presidente islamico Mohammed Morsi (il primo eletto democraticamente nel dopo Hosni Mubarak) ieri aveva sfidato i militari, annullando con un decreto lo scioglimento del Parlamento e ordinando la riconvocazione delle sessioni.
Il maresciallo Hussein Tantawi – che guida il Consiglio militare supremo dalla caduta dell'ex presidente Hosni Mubarak – aveva subito reagito, convocando una riunione d’urgenza per studiare le ripercussioni della decisione del presidente.