Martedì 08 maggio, 22:08
Martedì è stata una giornata tragica per l’Italia della crisi. Tre uomini, due disoccupati, un imprenditore, presi dalla disperazione per l’angoscia di un futuro di debiti, hanno deciso di farla finita. Tutti e tre hanno lasciato un biglietto con un messaggio simile: “così non si va avanti”.
''Chiedo perdono a tutti... Visto che sono un fallito ho deciso di farla finita. Senza lavoro non posso vivere''. Il biglietto, d'addio, è stato ritrovato nella tasca dei pantaloni di Generoso Armenante, 48 anni di Salerno, che si è suicidato impiccandosi. È stata la figlia 19enne a scoprire il corpo.
Armenante, ex-custode di un cash&carry della zona industriale di Salerno, aveva perso il lavoro dopo che la ditta aveva cambiato proprietà. Senza soldi per pagare le bollette, viveva da settimane senza luce, all’uomo era infine stato tolto l’appartamento all’interno della struttura commerciale in cui viveva con la famiglia.
Aveva, invece, 60 anni, era sposato e padre di due figli ed era titolare di un'azienda in crisi. È stato trovato morto impiccato a Cesate, Milano. Il cadavere è stato ritrovato alle 17.30 nei boschi del parco delle Groane da alcuni passanti. Da tempo aveva difficoltà a pagare i dipendenti della sua azienda. Nel biglietto, ritrovato ai piedi del cadavere, ha motivato il gesto con i debiti contratti dalla sua piccola impresa.
Sempre a Salerno, ha deciso di farla finita un operaio di 62 anni. Angelo Coppola si è sparato con una fucilata al petto. L'uomo, disoccupato da Natale, viveva con la moglie e i figli a San Valentino Torio, Salerno. Accanto al corpo dell'uomo è stato rinvenuto un
biglietto su cui c'era scritto: 'Senza lavoro non si può vivere'.