Giovedì 12 aprile, 19:54
Non si placa in Italia la bufera Lega Nord: il consiglio federale del movimento, riunito oggi nella sede di via Bellerio a Milano, ha decretato all’unanimità l’espulsione dal partito della vicepresidente del Senato Rosy Mauro.
I membri dell’organo direttivo hanno espulso anche l'ex tesoriere Francesco Belsito, indagato per la gestione dei fondi della Lega e già sostituito la scorsa settimana da Stefano Stefani.
Al momento del voto contro la Mauro non erano presenti né l'ex segretario Umberto Bossi né Marco Reguzzoni, hanno spiegato fonti del Carroccio. I due sono rientrati a votazione conclusa.
A quanto si è appreso, prima di decidere il consiglio federale ha ascoltato un accalorato intervento di Rosy Mauro, che ha ribadito la sua estraneità a quanto emerso dall'inchiesta.
Alla fine è però stato chiesto alla senatrice di dimettersi dall’incarico di vicepresidente del Senato e dopo il suo “no” è stata votata l'espulsione, anche per la determinazione dell'ex ministro dell'Interno Roberto Maroni.
“E’ inaccettabile la sua scelta di non obbedire ad un preciso ordine impartito dal presidente e dal consiglio”: questo in sintesi quanto scritto sul verbale diffuso al termine della riunione.
Più rapida è stata invece la decisione di mostrare il pollice verso a Belsito, mentre non si sarebbe parlato di Renzo Bossi.
La procura di Milano, che sta indagando sulle distrazioni dei fondi della Lega Nord, sta compiendo accertamenti anche in relazione ad alcune intercettazioni che chiamano in causa l’ex ministro Roberto Calderoli.
Nell’informativa degli inquirenti Calderoli – nominato uno dei tre triunviri dopo le dimissioni di Bossi – viene segnalato come uno dei soggetti che avrebbero ricevuto parte dei fondi del Carroccio, oltre alla famiglia Bossi e a Rosy Mauro.