Martedì 10 aprile, 10:46
Le rapine sono state sicuramente il reato che ha maggiormente occupato i commissariati di polizia del Cantone Ticino nel corso del 2011. Lo testimoniano i numeri: ne sono state registrate 80 (+15% rispetto al 2010), di cui 10 a danno di stazioni di servizio. Il dato proviene da un rapporto sull’attività dei commissariati di polizia inviato oggi ai media.
Da segnalare inoltre che il 40% delle vittime è stato rapinato sulla pubblica via e che dei 12 episodi verificatisi in abitazioni private uno ha avuto un epilogo tragico: la vittima è deceduta a distanza di alcuni giorni. Si è conclusa invece con il solo ferimento della vittima una rapina in una gioielleria durante la quale sono stati esplosi alcuni colpi di pistola. Sempre sul fronte delle rapine le forze dell’ordine segnalano anche che in tre casi sono stati colpiti istituti bancari.
In generale sono circa il 40% i casi risolti, mentre l’identificazione degli autori è superiore al 50%. Questo risultato è il frutto dell’accresciuta collaborazione tra le forze dell’ordine attive sul territorio.
Il numero di reati di violenza è diminuito rispetto al 2010 (-9%), così come più in generale il numero di quelli contro la vita e l’integrità della persona (-15%). Questa riduzione si osserva per tutte le tipologie di infrazioni ad eccezione delle lesioni gravi. Da segnalare inoltre che lo scorso anno ha registrato un solo omicidio, contro i tre del 2010.
Va infine messo l’accento anche sul fatto che i reati di violenza gravi sono stati il 3,4%. Decisamente elevate anche le minacce di violenza: 657. Alla radice di tutti i tipi di reati violenti un unico denominatore comune: liti per futili motivi.
La sezione che si occupa della tratta di esseri umani (Teseu), del promovimento della prostituzione e dello sfruttamento dello stato di bisogno e all'usura, segnala, in questo ultimo ambito, sette inchieste che hanno portato al fermo di tre persone. Due invece le inchieste per il reato di tratta degli esseri umani. Hanno portato all’identificazione di tre vittime e dell’autore del reato.
828 le persone identificate (704 donne e 124 uomini), di cui 143 denunciate, nel corso dei controlli effettuati. In questo contesto, sottolinea il comunicato, sono stati segnalati al Ministero pubblico i gerenti e responsabili di società gestori degli esercizi pubblici.